Woods torna in pubblico: “Sono stato un cattivo esempio”

Pubblicato il 19 Febbraio 2010 17:55 | Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2010 17:55

Dopo tre mesi di silenzio Tiger Woods torna a parlare in pubblico alla Sawgrass Clubhouse di Ponte Vedra, in Florida. Tiger si presenta davanti ai cronisti e la sua conferenza stampa in diretta su YouTube fa il giro del mondo. «Chiedo scusa a tutti», dice il golfista nella bufera per il sexy scandalo, «ai miei famigliari, ai miei fan, ai miei soci in affari e ai ragazzi che ci seguono». Tiene gli occhi bassi, Tiger, si preoccupa per il pessimo esempio dato ai giovani: «Li ho delusi tutti, mi spiace tanto».

«Sono stato infedele e non è accettabile. Sono l’unica persona cui dare la colpa. Ho agito senza pensare che avrei ferito qualcuno, ho pensato solo a me stesso. Ho lavorato sodo per tutta la vita e ho pensato di poter raggiungere tutto con i soldi e la fama. Mi sbagliavo. Ho ferito mia moglie, i miei figli, i miei parenti. Ho pensato a lungo su quello che ho fatto». La stella americana del golf si è assunta tutta la responsabilità di quello che è successo dal 27 novembre, quando si schiantò a bordo del suo Suv contro un albero a pochi metri dalla sua abitazione in Florida dopo una lite con la moglie, la modella svedese Elin Nordegen, 30 anni.

«Quella sera Elin non mi ha picchiato», «mia moglie ha mostrato grande umanità in tutta la vicenda. Non le sono stato fedele, ho avuto storie con altre donne, ho imbrogliato mia moglie e questo non è accettabile». È dura ammettere di avere bisogno di aiuto, dice Tiger, che racconta i 45 giorni trascorsi in terapia, e chiede che la sua famiglia sia lasciata in pace da fotografi e paparazzi. «La colpa è solo mia. Sono l’unica persona da incolpare, non ho vissuto secondo valori in cui dicevo di credere, non ho applicato le regole di cui parlavo, non ho pensato alle persone cui stavo facendo del male», spiega. «Ho molto lavoro da fare», dice, occhi bassi e viso tirato. «Tutto questo mi ha insegnato a non inseguire ogni impulso. Ma voglio continuare a ricevere aiuto».