Allegri-Adani. Il tecnico: “Calcio non è scienza esatta”. L’opinionista: “Si può fare il critico d’arte anche senza aver dipinto”

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 3 maggio 2019 23:18 | Ultimo aggiornamento: 3 maggio 2019 23:18
Allegri-Adani. Il tecnico: "Calcio non è scienza esatta". L'opinionista: "Si può fare il critico d'arte anche senza aver dipinto"

Allegri-Adani. Il tecnico: “Calcio non è scienza esatta”. L’opinionista: “Si può fare il critico d’arte anche senza aver dipinto” (da YouTube, fermo immagine Sky Sport)

TORINO – Dopo il fischio finale di Juventus-Torino, tutti aspettavano con ansia di assistere a un nuovo episodio della “serie” Allegri-Adani. Dopo le scintille del post partita di Juventus-Inter (qui il video), e gli attacchi a distanza, tutti volevano sapere cosa si sarebbero detti Allegri e Adani nel post partita di Juventus-Torino su Sky Sport. Stasera il confronto è stato abbastanza pacato, sebbene i due abbiano idee di calcio davvero diverse. 

Allegri-Adani, questa volta niente lite ma non mancano le frecciatine…

Merito di Allegri che ha esordito dicendosi dispiaciuto per quello che era accaduto dopo Juventus-Inter. Questo approccio soft del tecnico toscano ha fatto si che anche la controparte non partisse subito all’attacco. Poi Allegri è stato protagonista di un lungo monologo. Le sue dichiarazioni a Sky Sport sono riportate da tuttojuve.com. 

“Mi spiace per sabato, parlo perchè non è tutto da buttare. Da tempo si parla di rivoluzioni di gioco, ma non va buttato quanto insegnato dai vecchi. Parlo per i ragazzi che vogliono allenare, è un mestiere difficile e non dipende da quanto scritto o visto. Bisogna tornare indietro al calcio meno evoluto, serve sensibilità e percezione dei momenti della stagione. Altrimenti tutti possono farlo. Ci tengo a dirlo perchè sennò diventa tutto scientifico e non è così. Vengo criticato giustamente, però dico quello che mi hanno insegnato.

I principali attori sono i giocatori, noi allenatori dobbiamo metterli in condizione. Ora spiego: al Milan vinsi con i tre mediani perchè in quel momento servivano. Se hai 3 litri di benzina e devi fare 120 km devi arrivare al pieno, poi schiaccerai l’acceleratore. Devo fare i risultati, domattina al bar a Livorno diranno che non capisco niente, ma ci sta. Io credo che in Italia bisogna tornare alla formazione in generale. Il gol di oggi preso è imprevedibile, i dati sono fissati e ci sono ma vanno spiegati. A Madrid abbiamo vinto 3-1 con il 38% del possesso palla, con l’Ajax abbiamo perso avendo il 54%. Ricordo un Milan-Barcellona vinto con il 30% di possesso.

Le partite non si vincono con i numeri ma costruendo durante l’anno. I nuovi allenatori devono capire, sono cresciuto guardando i vecchi. Poi si può discutere. Per me oggi è stata una buona partita, per altri è stata brutta, va bene. I cambi a volte non son verso il peggiore ma il momento che percepisco. Volevo chiarire, sabato mi spiace per quel che è successo. Sono venuto, andai anche quando mi esonerarono dal Milan.

Bisogna accettare anche le cose negative e lavoriamo per questo. Ho visto un servizio dove si estremizza tutto, l’Ajax firmava autografi e tutto bello, ma hanno vinto ed è più facile. Devo valutare i miglioramenti dei singoli e ora ho fatto debuttare moltissimi dalla Primavera in carriera”.

Poi, prima del termine dell’intervista, c’è stato un veloce botta e risposta tra Allegri e Adani. Adani lo ha invitato in studio: “Vieni qui una sera…”, Allegri ha risposto dicendo:  “Sì, volentieri. Comunque eravamo in difficoltà con l’Ajax, c’era da soffrire, tenere e poi colpire. Poi avremmo recuperato giocatori. Devo avere l’intelligenza e la strategia per non uscire alla prima curva”. Adani allora lo stuzzica: “Confermi che ci sono varie strategie…”.

Allegri ha la risposta pronta: “Ma son pochi quelli che vincono, e anche li ci sono categorie…Come nella vita di tutti i giorni ci sono persone in grado di fare i manager di azienda e persone che non possono farlo”. Adani continua a ribadire la sua idea di calcio dicendo: “E ma ci sono anche vari modi…”.

Allegri replica:  “Ripeto, devo portare a casa il risultato e la squadra era in difficoltà. Abbiamo vinto cinque scudetti e due finali di Champions, non credo abbiamo sempre giocato male, poi ci sono mode…. Ricordatevi, allenatori che vincono ce ne sono pochi, mentre chi retrocede…”.

In chiusura Adani gli dice che: “Esistono anche critici d’arte che non hanno mai dipinto…”. Ultima parola ad Allegri (per ora…):  “Sì, vero, ma non è che devo dire io a Ronado dove mettere la palla in porta…”.

Il video da YouTube con il chiarimento tra Allegri e Adani dopo Juventus-Torino, derby della Mole terminato sul risultato di 1-1.