YOUTUBE Douglas Costa: “In Brasile costretto a perdere per non morire”

Pubblicato il 20 febbraio 2018 18:01 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2018 18:01
YOUTUBE Douglas Costa: "In Brasile costretto a perdere per non morire"

YOUTUBE Douglas Costa: “In Brasile costretto a perdere per non morire”

TORINO – “Facemmo dei cambi, io dribblavo da una parte, dall’altra, ma sempre lontano dalla porta. Era una partita difficile da giocare. Non potevo dare tutto me stesso ed era brutto, ma dovevo giocare per non vincere”. In una lunga intervista postata dal canale brasiliano ‘Pilhado’ su YouTube, lo juventino Douglas Costa conferma ciò che all’epoca, dicembre 2009, in molti avevano ipotizzato. Ovvero che il Gremio, team in cui all’epoca giocava, si fece deliberatamente battere dal Flamengo (finì 2-1) che grazie a quella vittoria conquistò il titolo di campione del ‘Brasilerao’, quindi lo scudetto nazionale, che altrimenti sarebbe andato all’Internacional di Porto Alegre.

Quest’ultima squadra, con la maglia rossa in onore di Giuseppe e Anita Garibaldi, è la concittadina e acerrima rivale del Gremio: tanto per fare un esempio, quando il ‘Tricolor gaùcho’ allenato dall’ex romanista Renato Portaluppi due mesi fa è stato battuto dal Real Madrid nella finale del Mondiale per club, la torcida dell’Internacional è scesa in strada a Porto Alegre e ha festeggiato fino all’alba. Invece quel giorno di dicembre 2009 al Maracanà il Gremio si era presentato in campo con tre soli titolari e un gruppo di riserve e giovani prospetti come Maylson e Douglas Costa, da poco vicecampione del mondo con il Brasile nel Mondiale under 20.

La squadra, prima di partire per Rio, aveva ricevuto un preciso diktat dalla torcida: “perdere e perderemo”, per non vedere l’Internacional campione. Ma quel giorno al Maracanà sul terreno di gioco il Gremio aveva resistito bene ed era perfino passato in vantaggio con Roberson, con un gol che aveva ammutolito la muraglia ‘rubronegra’ sugli spalti dell’allora immenso Maracanà. Ed era arrivata anche la notizia che l’Inter vinceva contro il Santo Andrè. A quel punto il Flamengo si era scosso e aveva segnato l’1-1 con il centrale difensivo David. Il compagno di reparto Ronaldo Angelim, al 70′, aveva poi realizzato il 2-1 contro un Gremio apparso sempre meno presente sul campo. Ma davvero andò così? Douglas Costa a ‘Pilhado’ ha confessato: “se ci era stato ordinato di perdere? E’ normale che i dirigenti facciano visita in spogliatoio, specie prima di una partita di questa importanza. Il Flamengo stava lottando per il titolo e il Maracanà era pieno”. “Ci dissero che potevamo fare ciò che volevamo – ha aggiunto – e che la responsabilità era nostra. E poi che, al ritorno a Porto Alegre, se avessimo vinto la gente avrebbe invaso la pista in aeroporto e non saremmo potuti partire: i tifosi del Gremio avrebbe voluto ucciderci. Sarebbe stata una macchia per la storia del Gremio, dare il titolo all’Internacional. Se avessimo battuto il Flamengo saremmo morti, invece loro vinsero 2-1 e fummo tutti felici”.

Fra i più attivi nel ‘Fla’ nei festeggiamenti in campo, ci furono l’allenatore della squadra carioca Andrade, ex romanista, e Adriano, l’Imperatore che di quel ‘Brasilerao’ fu il capocannoniere (19 reti) e i cui dialoghi mani sulla bocca con diversi giocatori del Gremio durante la partita fecero gridare allo scandalo la tifoseria dell’Internacional, e non solo.

 

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