YOUTUBE Gattuso a Pellegatti: “Se mio nonno aveva tre palle era un flipper”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 aprile 2018 18:48 | Ultimo aggiornamento: 3 aprile 2018 18:48
YOUTUBE Gattuso a Pellegatti: "Se mio nonno aveva tre palle era un flipper"

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MILANO – Alla vigilia di un derby da vincere per credere alla Champions, schietto come sempre Rino Gattuso ha mandato messaggi ai naviganti.

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Uno alla società, sul rinnovo di contratto, che continua a slittare: “O siamo sicuri tutti quanti o si aspetta”. Un altro a tutto l’ambiente, perché dopo le sconfitte non ci si consola pensando agli episodi che avrebbero potuto cambiare le partite, come il rigore subito contro l’Arsenal, o la traversa colpita da Calhanoglu sabato con la Juventus: “Se mio nonno aveva tre palle era un flipper”.

Da settimane Gattuso ribadisce che il rinnovo non è la sua priorità. Ma si sta trattando e probabilmente hanno una diversa strategia il ds Mirabelli (che aveva annunciato la firma per Pasqua) e il più cauto ad Fassone, con le incertezze societarie sullo sfondo (non risultano ancora versati da Li Yonghong i 10 milioni di aumento di capitale attesi per domani).

“Se ne è parlato e se ne sta parlando. Non mi piace perdere tempo a parlare quando c’è un lavoro da fare. O siamo sicuri tutti quanti o si aspetta – ha chiarito l’ex mediano -. Io sono convinto? Sono nato convinto. Non mi sento solo allenatore, ma anche presidente, capo ultrà, magazziniere. A casa mia si parla una, due volte, alla terza è già troppo”. Né a Gattuso piace indorare la pillola dopo le sconfitte. A lui bruciano tutte e domenica, all’indomani di quella di Torino, si è presentato a Milanello con una faccia che “non era un bel vedere”.

Anche per i ‘consigli degli acquisti’ di Bonucci, che dopo la partita ha suggerito alla società di cercare calciatori abituati a giocare in Europa. “Non mi è piaciuto tantissimo. Leo in questo momento deve fare il calciatore e il capitano. C’è una società che pensa a queste cose. In questo momento non metto nemmeno io bocca – è la ramanzina pubblica dell’allenatore -. Ora stiamo zitti e pedaliamo. Giocare un buon calcio non basta, l’abbiamo visto a Londra e Torino. Comunque niente strumentalizzazioni, non si dica che Bonucci decide all’interno del Milan. In pochi hanno la sua mentalità”.

Per tornare in Champions il Milan dovrà fare un salto di qualità nel derby, che si gioca a un mese da rinvio per la morte di Astori, in un San Siro quasi esaurito (record d’incassi per i rossoneri in campionato, oltre 4 milioni di euro) nonostante il giorno infrasettimanale e l’orario tardo pomeridiano. “L’Inter nelle ultime 2-3 settimane è cambiata, noi non possiamo sbagliare se vogliamo credere alla Champions – ha avvertito Gattuso -. Spero in una prestazione come quella con la Juve, ma con un atteggiamento migliore, ci serve il coltello fra i denti”.

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