Zeman: “Sarri? Non è più quello di Napoli. Pallotta? Non si sa dove sia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Ottobre 2019 17:49 | Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2019 17:49
Zdenek Zeman, Ansa

Zdenek Zeman (foto Ansa)

ROMA – Intervistato dal Messaggero, Zdenek Zeman ha detto la sua sul momento del calcio italiano.

Il calcio è sempre lo stesso? “Ormai non si inventa più niente. Questo sport è più fisico e più aggressivo. E sempre meno tecnico. A interpreti di qualità vengono addirittura cambiate le caratteristiche. Non faccio nomi, guardate le partite e capirete”.

Sarri? “È bravo. Anche se poi alla Juve hanno vinto tutti. Si è adattato ai giocatori. A me piace. Non è però più quello di Napoli”.

Sarri o Conte? “Sarri, ma di Napoli. Non credo che a Torino, però, rinunci al suo credo. Ci vuole più tempo. Chiede di giocare a un tocco e bisogna quindi imparare il resto. Come muoversi in campo”.

Ha capito come vuole giocare Fonseca? “No. Dal vivo sono andato all’Olimpico solo per la gara contro l’Atalanta. Non ho visto il calcio offensivo e aggressivo. Parlare è un conto, poi mettere in pratica sempre un altro. E l’Ucraina, come campionato, non è l’Italia. Lui sta cambiando tanto, anche il sistema di gioco. Quando lo ha fatto Di Francesco, alla fine ha perso il posto”.

Giusto esonerare Giampaolo e Di Francesco? “No. Ma è sempre così. Le società li scelgono, ma poi non gli danno il tempo di lavorare. Il Milan qualche punto l’ha fatto, la Sampdoria è in una situazione più preoccupante. Ma Eusebio se avesse saputo che questa era la situazione non sarebbe andato. Gli hanno ceduto i migliori e ancora oggi non si sa di chi è la società”.

Come valuta il lavoro di Mancini? “Propositivo. Ha inciso il suo ruolo, da calciatore. Bravo a dar spazio ai giovani, anche se qualche convocazione stona. Ma non può fare diversamente: la Juve ha un titolare, l’Inter un paio. Deve quindi scendere di livello in campionato, chiamando gente con meno esperienza. I grandi club schierano quasi esclusivamente gli stranieri”.

L’Atalanta? “Buona squadra. Ha annientato la Roma che ha avuto solo chance casuali e non costruite. Gasperini punta sul duello fisico. Ma il gruppo è formato da stranieri. E solo due top: Gomez e Ilicic”.

Totti e De Rossi torneranno alla Roma? “Penso di sì, ma dovranno esserci le condizioni giuste. Francesco ha dovuto dire basta perché lo utilizzavano solo a scopo pubblicitario. È triste che sia finita così perché per anni è stata la Roma di Totti. Oggi è la Roma di nessuno: il presidente non si sa dove sia. Chi la rappresenta? A Francesco auguro di trovare un ruolo in cui riesca a divertirsi e dare il suo contributo. Non lo vedo allenatore. Daniele, invece, sì. Ha voglia di farlo”.

Ha lavorato con il presidente Pallotta: a distanza di anni, come mai non è riuscito ancora a conquistare la tifoseria? “Perché ha ceduto i giocatori con cui avrebbe vinto lo scudetto. E facile, con quei campioni”.

La top 11 di Zeman, usando solo i giocatori che ha allenato? “Lasciamo stare. Come faccio a scegliere come play tra Di Biagio e Verratti? Ho avuto grandi in ogni ruolo”.

E lo straniero più bravo? “Stessa risposta: Aldair, Cafu, Boksic e anche altri. Chi prendo?”

Torna sempre ai suoi ragazzi: perché non ricomincia dal settore giovanile? “A Palermo feci salire sessanta giocatori nel professionismo. Ora ti impongono gli stranieri. Viene privilegiato il business. Io penso sempre alla prima squadra. E alla Nazionale. Con la Lazio diedi otto giocatori a Sacchi. E con la Roma ho sempre avuto tanti azzurri”.

Fonte: Il Messaggero.