Ziyech: fumo, alcol e droga dopo la morte del padre. Ecco come ne è uscito

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Febbraio 2020 21:09 | Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2020 21:09
Ziyech: fumo, alcol e droga dopo la morte del padre. Ecco come ne è uscito

Ziyech ha firmato con il Chelsea. Dopo la morte del padre, faceva uso di fumo, alcol e droga. Poi ne è uscito (foto Ansa)

LONDRA (INGHILTERRA) – Il Chelsea torna a spendere. Come scrive l’Ansa, dopo la fine del blocco di mercato, Frank Lampard ottiene i primi rinforzi: il club londinese di Roman Abramovich ha infatti annunciato di aver raggiunto l’accordo con l’Ajax per il trasferimento del 26enne centrocampista offensivo marocchino Hakim Ziyech.

    Il prezzo fissato e’ di 40 milioni di euro, che saliranno a 44 con bonus legati al rendimento, e Ziyech resterà all’Ajax fino al termine della stagione, nel tentativo di vincere lo scudetto con la squadra olandese 

Adesso Ziyech ha ritrovato la serenità ed è uno dei calciatori più forti del mondo ma dopo la morte di suo padre per sclerosi multipla ha vissuto giorni terribili. Le dichiarazioni rilasciate da Ziyech a De Volkskrant e Algemeen Dagblad sono riportate da  ilposticipo.it:

“La malattia l’ha distrutto, mio padre poteva fare sempre meno cose. Non poteva più camminare, mangiare, parlare. In precedenza aveva avuto un infarto. Nella sua vita ha lavorato molto e fumato altrettanto. Era il dicembre 2003, il Natale era passato da poco.

Mio padre era a letto in soggiorno, era malato da tempo, mi sono addormentato di fianco a lui e intorno a mezzanotte mi sono svegliato e sono andato di sopra in camera mia. Poche ore dopo, verso le tre, ho sentito i miei familiari piangere in soggiorno. Sono sceso al piano di sotto e ho visto che mio padre era morto. Non sono più andato a scuola, il calcio non contava più niente per me. Ero andato. 

Hakim è stato salvato da Aziz Doufikar, ex calciatore che lo ha allenato fino al suo approdo all’Ajax: “Dopo la morte del padre, Hakim è andato fuori dai binari. Beveva, fumava e faceva uso di droghe. L’ho aiutato. Sono stato suo allenatore, suo mentore e suo padre. Aveva paura di farsi vedere in campo, l’ho fatto giocare e l’ho visto crescere. Con un po’ di fortuna Hakim ce l’ha fatta”.