Catania, in cantiere il musical su Berlusconi “contro la destra noiosa”

Pubblicato il 25 Novembre 2009 20:28 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2009 21:00

Pietrangelo Buttafuoco, giornalista di Panorama e presidente del Teatro Stabile di Catania, vuole realizzare un musical su Silvio Berlusconi. “Libero” ha deciso di intervistare il direttore per capire di cosa si tratta. «Oggi nella destra c’è un clima sessantottino, nel senso migliore del termine. Ma il merito è esclusivamente del Cavaliere. Senza Berlusconi oggi l’Italia sarebbe peggio che ai tempi dell’Austerity, e la destra cupissima. Chi ha vissuto il ’68, e non ha visto realizzarsi i suoi sogni rimanendo a sinistra, mai si sarebbe aspettato che un signore con le sue cravatte di Marinella e la bandana potesse realizzare la “fantasia al potere”. Mentre quelli si sono arroccati nei loro salotti, il Cavaliere passeggiava nei centri commerciali, abitati dall’unica realtà vitale di questo Paese: i consumatori».

Buttafuoco, spiega perché tutta la destra italiana dovrebbe seguire il cavaliere, per evitare di diventare “triste” e bigotta come l’attuale sinistra italiana: «La sinistra oggi ha ereditato un bigottismo dimenticato chissà come in un angolo persino dalla Chiesa. Il dibattito verte su personaggi che durano il tempo di uno scandalo, ossia un tempo brevissimo, insignificante. Solo in Berlusconi vedo l’energia di contrapporsi a questa pochezza. E tutta la destra farebbe bene a seguirlo. Altrimenti rischia anch’essa di affossarsi in questa tristezza».

Secondo Buttafuoco sui dovrebbe tornare agli anni 80, alla tipica “leggerezza” di quegli anni, una cosa che oggi non viene più vista come un valore. «Ricordo la meraviglia degli sgargianti anni Ottanta, un’ariosità che è il contrario delle attuali conventicole che se la cantano e se la suonano. Un’epoca che ha saputo produrre una vera dea, Marina Ripa di Meana, la Carla Bruni di quell’epoca. Craxi aveva la capacità di ricercare l’eccentricità e la genialità. La destra dovrebbe riscoprire questo slancio. Pensa alla Biennale di Venezia di Carlo Ripa di Meana, grazie alla quale per la prima volta il mondo ebbe contezza del tema del dissenso in Unione Sovietica e che mise in grande imbarazzo la sinistra».

Un musical su Berlusconi è una grande responsabilità, ma Buttafuoco assicura che risponderà alla squadra dei comici di sinistra attraverso l’arte della commedia. «Mi rivolgerò ai numeri uno, nella regia, nella musica, nella produzione dei testi. In realtà non è ancora stata prodotta l’“opera” su Berlusconi, nulla di memorabile. È un immenso personaggio pop. Immagina se Andy Warhol fosse vivo cosa avrebbe potuto fare con l’immagine del Cavaliere. L’immaginario collettivo vede Berlusconi in accappatoio bianco. La rappresentazione tragica, come quella di Moretti, lo avvolge di una cupezza che sbaglia il colpo perché vuole farne un personaggio negativo. Ma le persone lo vedono come un’esplosione di gioia. Penso al grande musical, a “Cats”, a “We Will Rock You”».

Pietrangelo Buttafuoco con quest’opera si candida a diventare uno dei punti di riferimento di questa destra che da tempo sente l’esigenza di referenti culturali e spiegherà al mondo che il “berlusconismo”, prima di un movimento politico, è un movimento “spirituale”.