Medicina d’eccellenza: in Lombardia un corso di alta formazione in ambito cardiovascolare

Pubblicato il 15 Gennaio 2011 5:44 | Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio 2011 20:53

Una sinergia non solo programmatica ma anche didattica per creare un nuovo modello di alta formazione che partendo dalla Lombardia possa diffondersi in tutta Italia. È questo il progetto “Le eccellenze si incontrano”, portato avanti con visione comune da dodici scuole di specializzazione in cardiologia e medicina d’emergenza delle università di Milano (Statale e Bicocca), Brescia, Insubria e Pavia, con l’obiettivo di preparare al meglio i futuri professionisti sanitari in ambito cardiovascolare.

Tecnologia. Un’idea innovativa eppure molto semplice, come spiega il professor Giuseppe Mancia, direttore della clinica medica dell’Università Bicocca di Milano e coordinatore scientifico dell’iniziativa: «Abbiamo messo insieme il meglio delle scuole lombarde stilando un programma didattico comune del quale tutti gli specializzandi possano usufruire». Come un unico grande corso tenuto dai principali luminari in ambito regionale e che si articolerà in quattordici appuntamenti nei quali le diverse sedi saranno collegate via web: «Ogni docente svolgerà la sua lezione, quindi ci sarà spazio per la discussione e le domande degli specializzandi, che potranno chiedere chiarimenti ai professori anche nei quindici giorni successivi».

Unico in Italia. I corsi sono iniziati lo scorso 2 dicembre e proseguiranno, con una lezione al mese, fino alla fine del 2011. Un modello, prosegue Mancia, praticamente inedito per il nostro paese: «Qualche anno fa si era sperimentata un’iniziativa simile, ma non andò a buon fine. Qui però le premesse sono diverse». E sono quelle che permettono di avere il coraggio di azzardare un nuovo approccio senza presentarsi come dei rivoluzionari. E capendo che la crescita, anche a favore dei futuri pazienti, può derivare non solo dalla competizione ma anche dalla condivisione: «Si sono messe in comune risorse che prima erano parcellizzate. Ed è un bene che lo siano, altrimenti avremmo un solo centro in grado di garantire insegnamenti d’eccellenza».

Sviluppi. Il progetto “Le eccellenze si incontrano” coinvolgerà complessivamente tra i 350 e i 400 specializzandi. Numeri già significativi, ma che potrebbero aumentare se l’iniziativa avrà successo «coinvolgendo, ad esempio, anche le scuole di medicina interna». Con un occhio anche ai corsi universitari di base anche se, conclude Mancia, le difficoltà sarebbero maggiori perché «i programmi sono molto diversi e significherebbe coinvolgere migliaia di studenti con problematiche, anche logistiche, non semplici da risolvere».