Divi Hollywood contro presenza presidente sudanese ad asseblea Onu

Pubblicato il 23 settembre 2013 15:21 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2013 15:21
Il presidente sudanese al-Bashir.

Il presidente sudanese al-Bashir.

NEW YORK, STATI UNITI – Divi di Hollywood in campo per impedire al presidente del Sudan Omar Hassan al Bashir di partecipare all’Assemblea Generale dell’Onu: Mia Farrow e George Clooney, che in passato si sono spesi a lungo per la causa del Darfur, hanno scritto al Dipartimento di Stato chiedendo di non concedere il visto a “un individuo ricercato dalla Corte Penale Internazionale (CPI) per genocidio e crimini contro l’umanita’”.

Intanto Amnesty International ha lanciato un appello agli Stati membri delle Nazioni Unite perche’ consegnino alla Corte Penale il presidente sudanese: “Nonostante il mandato d’arresto spiccato dalla CPI, il presidente al Bashir, due altri esponenti del governo e un presunto leader janjawid continuano a essere protetti dal governo sudanese, che rifiuta di collaborare con la Corte”, ha affermato Tawanda Hondora, vicedirettore per il diritto e la politica dell’organizzazione per i diritti umani.

Nei giorni scorsi il leader sudanese ha chiesto un visto agli Stati Uniti per assistere alla sessantottesima sessione dell’Assemblea generale a New York. Fonti vicine alla presidenza dell’Assemblea Generale hanno indicato addirittura che Bashir vorrebbe parlare dal podio. Gli Stati Uniti hanno confermato di aver ricevuto la richiesta di ingresso, che hanno descritto come “deplorevole”. E tuttavia, non essendo paese membro della Corte Penale, gli Stati Uniti non sono tenuti a cooperare con la richiesta di arresto.

Washington ha inoltre uno speciale accordo che permette ai leader dei paesi membri di andare a New York per partecipare ai lavori dell’Assemblea Generale: “La richiesta e’ allo studio con molte considerazioni in gioco tra cui il mandato di arresto”, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Marie Harf. L’idea che un criminale di guerra ricercato possa prendere la parola dallo stesso podio da cui martedi’ prossimo parlera’ il presidente Obama – ma anche in passato Yasser Arafat con la pistola, Fidel Castro, Mahmud Ahmadinejad e Muammar Gheddafi – ha scatenato l’indignazione dei militanti per i diritti umani: la lettera firmata da 20 attivisti, tra cui Clooney e la Farrow, e’ stata resa nota da Enough Project, un gruppo anti-genocidio fondato da John Prendergast, ex funzionario del Dipartimento di Stato.

La visita a New York potrebbe essere a rischio per Bashir. Da quando la Corte penale, nel 2009 e nel 2010, ha ordinato ai paesi firmatari di arrestarlo se entrera’ nei loro territori, si e’ limitato a spostamenti in paesi africani vicini o alleati arabi. Gli attivisti hanno chiesto al Dipartimento della Giustizia americano di esplorare la possibilita di un’azione penale basata sul diritto americano, che consente di processare chiunque si trovi sul suolo americano per genocidio, a prescindere da dove i crimini sono stati commessi.