Il Giornale: “Frattini ha perso la testa. Vuole il posto di Tremonti”

Pubblicato il 11 Novembre 2011 12:00 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2011 12:00

Franco Frattini (LaPresse)

ROMA – “Ha giocato d’anticipo per occupare la prima fila nel dopo Berlusconi. Una sua caratteristica è quella di intortarsi i capi di Stato per avere un protettore ulteriore ai premier di cui, di volta in volta, è ministro”.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini, in odore di riconferma, spinge per il governo presieduto di Mario Monti e sul Giornale Giancarlo Perna affonda con durezza in un commento che non risparmia neppure il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Già dal titolo, “Frattini maestro nell’arte di cascare sempre in piedi”, il pensiero di Perna è chiaro: il ministro è “già altrove, pronto a lasciare la tessera del Pdl, a lasciare il Cav, il centrodestra, baracca e burattini”.

Frattini, secondo il Giornale ” ha però perso un po’ la testa. Sembra infatti che abbia confidato a colleghi che preferirebbe essere ministro dell’Economia, ossia il Tremonti di Monti. Il suo ragionamento è questo. La crisi, più che economica, è di fiducia dell’Ue sulle buone intenzioni dell’Italia. E io, pare abbia detto, «sono l’uomo più prestigioso del Belpaese», dunque il meglio piazzato per farne valere le ragioni nei consessi finanziari del globo. Pace se è digiuno di economia e se, come ministro degli Esteri, ci ha finora lasciati in culotte”.

Specialità del ministro, secondo Perna, è farsi cogliere impreparato: “Era in ferie alle Maldive quando la Russia invase la Georgia nell’estate 2008 e toccò a un sottosegretario sbrigare la bisogna. Cadde in fallo anche sulla Libia la primavera scorsa. Sulle prime – non riuscendo a raccapezzarsi – si schierò col raìs (che aveva turibolato a Roma sei mesi prima) dicendo: «Dobbiamo sostenere la riconciliazione pacifica». Tre giorni dopo, avuto un liscio e busso dalla Clinton, voleva cavare gli occhi a Gheddafi e cominciò ad auspicarne la fine con quotidiana insistenza”.

Quindi il Giornale ricorda la sua storia politica, dalla sinistra extra-parlamentare vicina al Manifesto fino al Pdl. E ora Frattini sarebbe pronto di nuovo a cadere in piedi, a ricollocarsi. Conclude Perna: “Sempre deferente e a un metro dal Cav. I piedi gli servivano per seguirlo o stare sull’attenti. Ora li usa per dargli un calcio”.