Lina Sastri e i suoi Appunti di Viaggio al Teatro Sala Umberto di Roma

di Marilena D'Elia
Pubblicato il 2 febbraio 2018 21:36 | Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2018 21:36
Lina Sastri e i suoi Appunti di Viaggio al Teatro Sala Umberto di Roma

Lina Sastri e i suoi Appunti di Viaggio al Teatro Sala Umberto di Roma

ROMA- Lina Sastri racconta la sua vita artistica con “Appunti di Viaggio” al Teatro Sala Umberto dall’8 al 18 febbraio.

Si tratta di un racconto libero della vita artistica di Lina Sastri, dal debutto in Masaniello alle prime
esperienze teatrali con Eduardo De Filippo e Patroni Griffi, dal cinema alla musica, all’invenzione del
suo teatro musicale.

E così, di volta in volta, il racconto si anima di citazioni di prosa, da
Filumena Marturano di Eduardo De Filippo a Pirandello, a La casa di Ninetta, di cui è autrice la stessa Lina Sastri
ma si anima soprattutto di musica, da Assaje scritta da Pino Daniele per il film Mi manda
Picone alla Madonna de lu Carmine di Roberto De Simone per spettacolo Masaniello, da
Reginella cantata per la prima volta a Cinecittà in una serata dedicata alla commemorazione
di Anna Magnani, a Maruzzella, da Gracias a la vida di Violeta Parra ad Alfonsina y el mar,
dal tango al bolero, alle tammurriate popolari, dai classici napoletani ai brani inediti scritti per
lei dai nuovi compositori e autori napoletani.

Un viaggio nel teatro, nella musica e nel cinema italiano, attraverso i racconti di vita vissuta,
di incontri indimenticabili con le eccellenze artistiche del nostro paese, brani poetici e di
drammaturgia di grandi autori e registi, brani musicali della grande tradizione classica
napoletana e internazionale, tutto liberamente e semplicemente proposto da Lina Sastri,
accompagnata in scena dai suoi valentissimi musicisti pronti a seguirla ad ogni invito o
suggerimento musicale.

Un viaggio nell’anima che ogni sera si rinnova liberamente, sull’onda dell’emozione, delle
parole e della musica.

Note di Lina Sastri

Era il 1976, una ragazzina di 17 anni, timidissima e scontrosa, con tanta voglia di assoluto, e
nessun adattamento al compromesso della vita, quindi con un grande disagio di vivere, vede
per la prima volta il palcoscenico e sceglie di fare l’attrice, fulminata da una vocazione
annunciata già da quando era piccolissima, e neanche sapeva che il teatro esistesse, ma ne
respirava il rito con il profumo di incenso di chiesa. Su quel palco respira la libertà, e non ci
pensa un attimo a lasciare la casa, genitori, tutto, così…senza un soldo, senza una certezza,
senza niente, con una forza e una sfrontatezza che solo la giovinezza può dare, per
inseguire quel sogno di libertà e di assoluto, quell’aria di vita che sentiva solo sul
palcoscenico.
Ed è Masaniello di Armando Pugliese, spettacolo di strada e di innovazione, sotto una tenda
da circo, spettacolo di parole, canto, musica, che la vede debuttare come una piccola
mendicante che inneggia, rabbiosa, alla giustizia, rivolgendosi, in un inno scritto da Roberto
De Simone, alla Madonna, la Madonna nera del Carmine, quella madonna che poi tornerà
spesso nel suo percorso artistico.
E poi arriva il teatro, quello con il sipario rosso di velluto, le regole della recitazione, un
mondo sconosciuto e misterioso, che l’avvolge e la terrorizza ma che sempre la fa sentire se
stessa, come mai le riesce nella vita.
Un salto… ed è attrice!
Patroni Griffi la sceglie e l’accoglie, e lei, sconosciuta fa la prima donna in spettacoli di
Goldoni, Pirandello, Fassbinder, Dumas. E poi Eduardo, il grande Eduardo De Filippo: un
incontro del destino, timido all’inizio, come tutti i grandi amori. Prima quasi una comparsa, poi
una battuta, poi due, poi una sostituzione, il destino che sempre decide, poi Natale in casa
Cupiello, e altro ancora. Un percorso che l’avrebbe portata anni dopo a incontrare Luca De
Filippo e ad interpretare con lui e la regia di Francesco Rosi il difficile e bellissimo
personaggio di Filumena Marturano. E intanto il cinema, grande seduttore, arriva a rubarla al
teatro: Nanni Moretti, Gianfranco Mingozzi, fino a Nanny Loy regista di quel Mi manda
Picone, con Giancarlo Giannini che le cambia la vita e la fa sentire veramente in una favola,
nel mondo dorato del cinema. Il primo David di Donatello, il primo Nastro d’Argento e la
musica di Pino Daniele che le scrive una canzone per il film, prima ancora che il film uscisse
al cinema quando nessuno la conosceva ancora, se non come una giovane e promettente
attrice di teatro, quando, una sera, a Cinecittà, di nuovo è il destino a decidere. Sostituisce
qualcuno, lei, sconosciuta, in una serata dedicata alla commemorazione della grande Anna

Magnani, e la Magnani – da lontano – la tiene a battesimo, fino ad interpretarla, poi, la
Magnani, nel film in celluloide di Carlo Lizzani. Quella sera le viene chiesto di cantare una
canzone napoletana che la Magnani amava molto: Reginella.
Ecco, la musica è arrivata!
E canta per la prima volta canta una canzone napoletana in pubblico e scopre che è bella
quella musica napoletana antica che lei da ragazzina un po’ commiserava quando la sentiva
cantare nel vicolo in cui era nata. E decide di cantare, scegliendo fra tante, le canzoni che le
ricordano qualcosa, quelle che conosce intimamente, quelle che cantava sua madre, senza
impararle, perché le conosce con il cuore, con la voce, con l’anima, perché fanno parte della
sua vita, della sua infanzia, sono odori, sapori, ricordi, visioni, sono la sua profonda identità.
Arriva anche il primo cd e sperimenta il ritmo, anche quello le appartiene, come la melodia è
della madre, il ritmo è suo padre, che va e che viene dal Sud America portando nel vicolo
dove è nata, nella piccola casa napoletana dell’infanzia, il bolero, il fado, il mambo, il tango.
Di nuovo il teatro, la commedia musicale, da Medea di Portamedina a Gilda Mignonette, e
poi la tragedia, Medea, Elettra, fino all’Opera da tre soldi e la casa di Bernarda Alba. E
ancora il cinema, che la premia con David di Donatello, dopo Mi panda Picone, per Segreti
Segreti di Giuseppe Bertolucci e L’Inchiesta di Damiano Damiani, e le nominations per
Celluloide di Carlo Lizzani, Vite Strozzate di Ricky Tognazzi e molti altri. Fino a Baaria di
Giuseppe Tornatore, To Rome with Love di Woody Allen. E poi la musica che sempre
chiama, incanto antico, che si infila con forza nella sua vita divisa ormai fra teatro cinema e
musica. Ma cantare non le basta, ha bisogno di farla diventare teatro quella musica. E così
nascono spettacoli di prosa, poesia, musica e danza, che immagina, scrive, dirige e produce.
La musica diventa teatro. Cuore mio è il primo spettacolo, subito dopo Corpo celeste, Mese
mariano dedicato a Salvatore Di Giacomo e poi ancora Lina rossa, Linapolina e tanti altri..
Lina Sastri

TEATRO SALA UMBERTO
8 – 18 FEBBRAIO