Monti: “Riforme strutturali da lunedì. I sondaggi? Non li guarderò”

Pubblicato il 30 Novembre 2011 15:22 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2011 15:30

ROMA – Riforme strutturali da fare subito, che saranno presentate già lunedì prossimo al Consiglio dei Ministri. Mario Monti, stavolta, accelera, dà una data e soprattutto si prepara alle critiche:  “Non guarderò i sondaggi” e penserò “a una vasta operazione di politica economica”. Operazione, però, che ha bisogno dell’aiuto dei partiti. E Monti si appella al “senso di urgenza e di responsabilità”. Se non si agisce, è il suo pensiero, le “conseguenze saranno gravi per tutti”.

Le riforme, insomma, stanno per arrivare e  a detta del presidente del Consiglio, non saranno pezze. Saranno “riforme strutturali disegnate in modo da avere effetti di riduzione del disavanzo gia’ nel breve termine”.

Perché, è la consapevolezza di Monti, lo ”snodo dell’8-9 dicembre sarà fondamentale. Cio’ che sara’ deciso o non deciso avrà il verdetto dei mercati. Mercati che non ho mai demonizzato anche se non vanno presi come divinita’. Rappresentano la percezione collettiva su quello che fanno i singoli paesi”. Entro 10 giorni, quindi, oltre ad avere un premier “credibile” l’Italia dovrà aver presentato riforme “credibili”.

Quindi il premier entra nel tema del rapporto con Francia e Germania: ”Agiremo per vedere l’Italia in modo piu’ possibile incisivo nel dibattito in sede Ue. E’ importante per l’Italia e stare accanto a Germania e Francia, essendo la terza economia nella zona euro, ma lo vogliamo fare mantenendo il piu’ fecondo rapporto possibile con l’Ue, con il metodo comunitario”.

L’intenzione è quella di pesare nelle decisioni e non di subire solo strigliate e appelli al rigore: ”L’Europa puo’ fare errori e se lo fara’ lo faremo presente. Deve curare gli interessi di lungo periodo dei singoli stati membri”. Dopo la stoccata, però, arriva la precisazione: la crisi per Monti non è colpa dell’Europa e sbaglia chi scarica responsabilità: ‘L’Europa non ha bisogno di essere imbrattata da politici nazionali che trovano comodo” .

Il premier è consapevole del rischio impopolarità:  “I sondaggi cerchero’ di seguirli il il meno possibile, altrimenti mi farei illusioni non durature”. L’urgenza del momento richiede più attenzione alla sostanza:  “Agli italiani – ha spiegato Monti – dirò sempre che cio’ che facciamo per gli impegni con l’Europa lo facciamo perche’ e’ nell’interesse nazionale, nell’interesse dei giovani, degli italiani che non sono ancora nati”.

Monti, in ogni caso, ha nuovamente escluso la richiesta di aiuti a Fondo Monetario Internazionale e alla Bce. Quindi ha precisato: ”Sul ruolo di una Banca centrale europea prestatore di ultima istanza non si e’ assolutamente parlato”.