P4, Milanese e i compensi per un lavoro non svolto per Fs. Moretti disse: “Rendi i soldi”

Pubblicato il 11 Luglio 2011 12:38 | Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2011 12:38

ROMA – Cinquantaseimila euro intascati per un lavoro da cui si era dimesso tempo prima e che sono tornati indietro, tempo dopo, e non senza difficoltà. Protagonista della vicenda, raccontata sul quotidiano La Repubblica da Carlo Bonini, è il deputato del Pdl Mario Milanese, su cui pende una richiesta d’arresto nell’ambito dell’inchiesta sulla P4.

Racconta Bonini che, dal 2004 fino al 2008, anno in cui viene eletto, Milanese è tra gli altri incarichi, anche presidente dell’organismo di vigilanza delle Ferrovia dello Stato. Poi, con l’elezione, Milanese diventa consigliere del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Nasce una evidente incompatibilità visto che di Fs il ministero è azionista.

Il deputato, però, continua con il doppio ruolo come se nulla fosse fin quando è lo stesso amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti a rendersene conto e a chiedere a Milanese il passo indietro. Scrive Bonini che Milanese si decide dopo due mesi di insistenza.

Tutto finito? No. Perché, per un errore, sul conto bancario di Milanese continuano ad ammonticchiarsi i compensi per un lavoro che non svolge più, fino al totale di cui sopra, i 56 mila euro. Milanese ufficialmente non se ne accorge e non restituisce fino a che non tocca di nuovo a Moretti fare il “mastino”. Alla fine i soldi, scrive Bonini, tornano indietro con una causale che lascia perplessi: “restituzione anticipi”. Anticipi per un lavoro non svolto causa dimissioni?