Scala Milano. Alexander Pereira, capro espiatorio della burocrazia culturale?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Maggio 2014 12:45 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2014 13:11
Scala Milano: Alexander Pereira sulla graticola. Il cda aspetta il parere legale

Scala Milano: Alexander Pereira sulla graticola. Il cda aspetta il parere legale

MILANO – Scala Milano. Alexander Pereira, capro espiatorio della burocrazia culturale? Domani (15 maggio) o al massimo lunedì prossimo il cda della Scala scioglierà la riserva sulla conferma del sovrintendente designato, Alexander Pereira, finito sulla graticola per il presunto conflitto d’interessi aggirato quando ha disposto l’acquisto di un pacchetto di allestimenti teatrali dal Festival di Salisburgo dove era direttore.

Per un ente lirico storicamente  paralizzato da veti incrociati, lottizzazioni politiche, strapotere dei sindacati, gabbie burocratiche, il “mostro” è l’austriaco Pereira che ha come colpa quella di aver portato in dote a Milano una serie di spettacoli musicali del livello raggiunto a Salisburgo, non esattamente il Festival di Roccacannuccia. Ha procurato un danno d’immagine, secondo molti membri del cda, anche per l’Expo. Cioè la stessa Expo di cui son piene le pagine dei giornali e non a proposito di considerazioni estetiche.

Il problema del cda è ora come liberarsi di Pereira, cui è stato fatto firmare un contratto oneroso (600mila euro) a rischio di super penale se venisse stracciato. Sulla questione hanno dibattuto ieri anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il ministro dei Beni Culturali Enrico Franceschini: di comune accordo è stato deciso che la scelta tocca al cda, anche perché la riforma che investirà del compito il ministro sarà operativa dall’anno prossimo.

Il cda, prima di decidere, attende il parere legale di un giuslavorista incaricato per capire se, nel comportamento di Pereira, esistono gli estremi per un licenziamento per giusta causa. In caso contrario il sovrintendente verrebbe in qualche modo commissariato fino a fine 2014.

Il consiglio è apparso diviso, e alcuni membri avrebbero espresso in modo più deciso rispetto alla scorsa seduta le loro perplessità sulla riconferma di Pereira. Se “pro” è il vicepresidente Bruno Ermolli, contrario è certamente il rappresentante della Regione Fiorenzo Tagliabue, mentre incerta sembra la posizione del presidente della Provincia Guido Podestà, che prima si era schierato a favore, ora è più attendista. Diversità di vedute anche per i due emissari del ministero ai Beni Culturali: più possibilista la Zambon, molto critico Tuzzi. Scaroni, Poli e Bazoli hanno preso tempo, ma sembra sia stato quest’ultimo a lanciare l’idea di coinvolgere un autorevole esperto di diritto del lavoro. (Paola Zonca, La Repubblica)