Teatro dell’Opera di Roma presenta la nuova stagione 2018-2019

di Francesca Cavaliere
Pubblicato il 27 giugno 2018 17:54 | Ultimo aggiornamento: 27 giugno 2018 17:54
Teatro dell'Opera di Roma presenta la nuova stagione 2018-2019

Teatro dell’Opera di Roma presenta la nuova stagione 2018-2019

ROMA – Al Teatro dell’Opera di Roma è stata ananunciata la Stagione 2018-19 che si annuncia varia e ricca di iniziative e di originalità, a cominciare dalla sua sressa presentazione avvenuta [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] sul palcoscenico del teatro.

Alla conferenza stampa erano presenti la sindaca di Roma Virginia Raggi, il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Alberto Bonisoli, il capo di Gabinetto della Regione Lazio Albino Ruberti (in rappresentanza del Presidente Zingaretti, trattenuto da altro impegno), il presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti, oltre al sovrintendente dell’Opera il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, al direttore Artistico Alessio Vlad e alla direttrice del Ballo Eleonora Abbagnato.

Il sovrintendente Carlo Fuortes, in apertura della conferenza, ha dichiarato:

“La stagione 2018-19 è in continuità con il progetto che portiamo avanti da quattro anni. Un progetto che vede grandi coproduzioni con teatri sia stranieri che italiani, e un’attenzione al repertorio, ma guardato con occhi contemporanei, perché è molto importante che l’opera, anche quella del passato, parli il linguaggio di oggi. Abbiamo risultati che ci incoraggiano. Un aumento del pubblico del 30% per cui chiuderemo il bilancio di quest’anno  con 14 milioni di incasso: una cifra di tutto rispetto se pensiamo che fino al 2013 non erano ai stati superati i 7 milioni e mezzo. Il teatro si è quindi valorizzato grazie all’aumento delle sole vendite, poiché i contributi pubblici sono stati in questi anni stazionari, e talora diminuiti. Questo aumento deriva dunque dal lavoro di tutto il Teatro ed è a tutti i lavoratori dell’Opera di Roma che va il mio sincero ringraziamento”.

La conferenza è quindi proseguita con gli interventi del direttore artistico Alessio Vlad e della direttrice del ballo Eleonora Abbagnato, che hanno illustrato la programmazione dei loro rispettivi settori.

In seguito Lorenzo Tagliavanti, Presidente Camera di Commercio di Roma, nel suo intervento ha sottolineato come il Teatro dell’Opera di Roma costituisca un’eccellenza nel panorama culturale e artistico di Roma e provincia.

“Anche grazie al Teatro dell’Opera, oggi Roma non solo detiene cultura ma continua a produrne. Incrementare e diversificare l’offerta culturale del territorio provinciale romano vuol dire anche rafforzare la capacità competitiva del tessuto economico, generando ricadute positive sia per i cittadini sia per le attività imprenditoriali che insistono sul territorio”.

Albino Ruberti, capo di gabinetto della Regione Lazio, nel suo intervento ha dichiarato:

“Questo teatro è uno degli esempi più eclatanti di rinascita che abbiamo in Italia. Il teatro dell’Opera era infatti un’istituzione culturale che era stata portata, letteralmente, sull’orlo del fallimento. Ora abbiamo i risultati straordinari della nuova gestione, frutto della capacità di chi amministra questa istituzione e di una sfida comune che la Regione Lazio ha condiviso fin dall’inizio. Il nostro sostegno a questa istituzione culturale nasce da una scelta di campo: riconosciamo alla cultura un ruolo strategico per rendere più attrattivo e internazionale il nostro territorio, per il benessere e per la crescita del nostro sistema socioeconomico. Anche quest’anno la Regione Lazio ha deciso di confermare il supporto al Teatro dell’Opera di Roma con un contributo di 1 milione 800mila euro, proprio come lo scorso anno”.

“Voglio sottolineare inoltre che il Teatro dell’Opera di Roma è tra le istituzioni culturali protagoniste del cartellone di eventi che stiamo realizzando nelle zone del sisma fino a giugno. Agli inizi di luglio la Regione Lazio pubblicherà un bando da 700 mila euro per lo spettacolo al vivo destinato ai 15 comuni del cratere per gli eventi di tutto il prossimo anno. Vogliamo infine lanciare una nuova sfida: portare il Teatro dell’Opera di Roma fuori dalla Capitale. Proprio sulla base dell’esperienza di successo nelle zone del sisma, questa è un’importante proposta che stiamo lanciando a tutte le istituzioni culturali con l’impegno di ‘adottare ogni anno una provincia’. È importante che si formi una rete che leghi la Capitale al resto della Regione”.

Nel suo intervento il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Alberto Bonisoli ha messo in luce come

“la nuova stagione del Teatro dell’Opera di Roma confermi la raffinatezza artistica e la vocazione nazionale e internazionale di un teatro storico simbolo di una città e di un Paese, grazie anche ad una varietà ricchissima di spettacoli all’insegna sia della tradizione che della contemporaneità, con uno sguardo rivolto ai giovani”.

Ha proseguito Bonisoli:

“L’opera e il balletto fanno parte dell’eccellenza del patrimonio culturale italiano riconosciute in tutto il mondo e il Teatro Costanzi – grazie all’esperienza e alla passione della sua orchestra, del suo coro, del suo corpo di ballo e delle sue maestranze – tiene alta e viva la grande tradizione dell’opera lirica, della musica e della danza del nostro Paese”.

Nelle sue conclusioni la Sindaca e presidente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma ha detto

“grazie alle grandi coproduzioni e alle novità contemporanee proposte, il pubblico del Teatro dell’Opera è divenuto sempre più attento e partecipativo. Un Teatro dell’Opera al passo con i tempi, ma anche un Teatro che vuole aprirsi a nuove esperienze, che vuole aprirsi al suo pubblico, alla città nel suo complesso in modo da poter raggiungere il più alto numero possibile di appassionati e anche di persone che questo mondo non hanno mai conosciuto. Desideriamo che i suoi confini siano sempre più allargati e fruibili, perché la bellezza della musica, del canto e della danza deve raggiungere ogni angolo della nostra città”.

“La sfida di questo nuovo programma, in continuità con gli ultimi anni, è di essere in sintonia con il tempo nel quale viviamo e di riuscire a rappresentare il meglio del teatro musicale italiano e internazionale di oggi. La stagione 2018-19 del Teatro dell’Opera di Roma, fra il Teatro Costanzi e le Terme di Caracalla, propone quest’anno al nostro pubblico 13 produzioni d’opera (di cui 9 nuovi allestimenti) e 6 spettacoli di balletto (tra cui tre nuovi allestimenti). Continuiamo con le linee guida del nostro progetto mantenendo l’apertura del nostro Teatro a grandi coproduzioni e alle novità contemporanee. Non dimentichiamo il repertorio, cercando però di riscoprirlo: già dal titolo di apertura, il Rigoletto di Verdi è affidato alla lettura certamente nuova e approfondita di Daniele Gatti con la regia di Daniele Abbado. Le coproduzioni inseriscono l’Opera di Roma in un circuito artistico internazionale che è anche un’occasione di confronto reciproco: è il caso dell’Orfeo ed Euridice di Gluck o dell’Idomeneo mozartiano. Proponiamo titoli di raro ascolto e assenti a Roma da tempo: L’angelo di fuoco di Prokof’ev, mostrerà che cosa il melodramma è diventato nel crogiolo di ricerche dell’avanguardia russa del primo Novecento. Su questa stessa apertura al nuovo si pone, ormai già da anni e con coraggio, la programmazione del balletto: la Serata Philip Glass ne è un evidente esempio”.

Della stagione lirica fanno parte tre lavori contemporanei: un evento-spettacolo affidato a William Kentridge, l’opera Un romano a Marte di Vittorio Montalti, vincitrice di un recente concorso dedicato a giovani compositori bandito dal nostro teatro, e una “commedia strumentale” ispirata a Pinocchio di cui è autrice Lucia Ronchetti. Il sovrintendente Carlo Fuortes spiega:

“Ampliare i confini del teatro musicale e aprirsi a creazioni dei nostri giorni non è frequente oggi nei teatri d’opera italiani. – dichiara  – Lo facciamo perché abbiamo molta fiducia nel nostro pubblico, in gran parte nuovo, che ci ha incoraggiato fin qui, seguendo con passione titoli rari e riletture innovative del repertorio, e che saprà accogliere le nuove proposte”.

La stagione operistica.

La prima opera in scena per la stagione 2018-19 sarà un nuovo allestimento del Rigoletto di Giuseppe Verdi, (8 recite tra il 2 e il 18 dicembre 2018): un melodramma notissimo, un personaggio divenuto proverbiale, una serie di magnifiche arie tra le più note del repertorio. Insomma un classico, cioè, per parafrasare Calvino, “una di quelle opere che, tanto più quando si leggono per davvero si trovano nuove, inaspettate, inedite”. E sarà certamente una “lettura” inaspettata e inedita, quanto rispettosa dell’idea verdiana, quella che vedrà impegnati il direttore Daniele Gatti e il regista Daniele Abbado. Le scene e le luci saranno di Gianni Carluccio, i costumi di Francesca Sartori e Elisabetta Antico, i movimenti coreografici di Simona Bucci. Tra gli interpreti Ismael Jordi, Roberto Frontali, Lisette Oropesa, Riccardo Zanellato e Alisa Kolosova.

A febbraio del nuovo anno ancora una nuova produzione del Teatro dell’Opera di Roma: Anna Bolena di Gaetano Donizetti. Un titolo molto amato dagli appassionati del belcanto, rappresentato in precedenza al Teatro dell’Opera solo altre due volte: nel 1977 (direttore Ferro, regia di Crivelli) con protagonista Leyla Gencer e nel 1979 con Katia Ricciarelli (diretta da Nino Sanzogno e sempre con la regia di Crivelli). L’opera ritorna in un nuovo allestimento (6 recite dal 20 febbraio al 1°marzo), diretta da Riccardo Frizza e con la regia di Andrea De Rosa. Scene di Luigi Ferrigno da un’idea di Sergio Tramonti, costumi di Ursula Patzak e luci di Enrico Bagnoli. Tra gli interpreti Maria Agresta (che torna dopo il successo riscosso nel Simon Boccanegra del 2012 e debutta come protagonista), Carmela Remigio (al suo debutto nel ruolo di Giovanna Seymour), Alex Esposito, René Barbera.

Dal 15 al 22 marzo 2019 un raffinato nuovo allestimento dell’Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck, una coproduzione con Théâtre des Champs-Elysées, Château de Versailles Spectacles e Canadian Opera Company. Il capolavoro di Gluck manca sulle scene del Costanzi da cinquant’anni: nel 1968 venne diretto da Ferruccio Scaglia, con le coreografie e la regia di Aurelio Millos e con il ruolo del protagonista affidato a un tenore (Lajos Kozma). Le recite di marzo seguiranno l’originale versione di Vienna dell’opera (1762) e saranno dirette da Gianluca Capuano (per la prima volta sul podio del Costanzi), con la regia di Robert Carsen, che debutta al nostro Teatro (vi tornerà a novembre con Idomeneo). Sue anche le luci insieme a Peter Van Praet, le scene e i costumi sono di Tobias Hoheisel. Interpreti il controtenore Carlo Vistoli, Mariangela Sicilia e Emoke Barath.

In coproduzione con il Teatro La Fenice di Venezia arriverà a Roma dal 14 al 20 aprile la più famosa delle operette, volentieri accolta nei più paludati teatri d’opera: La vedova allegra di Franz Lehár, vista l’ultima volta nel 2007 (diretta da Daniel Oren con la regia di Vincenzo Salemme). Questo nuovo allestimento, in coproduzione con La Fenice di Venezia, sarà diretto da Constantin Trinks (un musicista emergente che debutta all’Opera di Roma) con la regia di Damiano Michieletto, le scene di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti, le luci di Alessandro Carletti e la coreografia di Chiara Vecchi. Tra gli interpreti Nadja Mchantaf, Paulo Szot, Anthony Michaels-Moore, Adriana Ferfecka e Peter Sonn.

Ancora una nuova produzione con un titolo raro, ma di grande interesse nel teatro musicale del Novecento: sarà L’angelo di fuoco di Sergej Prokof’ev, visto un’unica volta sulle scene del Costanzi nel 1966 diretto da Bruno Bartoletti per la regia di Virginio Puecher. Un’opera visionaria, immersa nel clima di mistico esoterismo così diffuso nell’avanguardia russa del primo Novecento, tradotto nel linguaggio ora grottesco ora allucinato del compositore. Sarà in scena dal 23 maggio al 1° giugno diretta da Alejo Pérez per la regia di Emma Dante. Tra gli interpreti Leigh Melrose, Evgenia Muraveva, Sergey Radchenko, Maxime Paster, Mairam Sokolova, tutti al loro debutto nel nostro teatro, e Goran Jurić. In altri ruoli molti artisti del progetto “Fabbrica”.

Sempre con la regia di Emma Dante, torna in scena dall’8 al 13 giugno La Cenerentola di Rossini, nella versione che ha avuto tanto successo nella stagione 2016. Le scene sono di Carmine Maringola, i costumi di Vanessa Sannino, le luci di Cristian Zucaro e i movimenti coreografici di Manuela Lo Sicco. Nel ruolo della protagonista Teresa Iervolino; con lei René Barbera (don Ramiro), Vito Priante (Dandini), Carlo Lepore (don Magnifico).

Anche l’autunno 2019, come quello di questa stagione, vedrà in scena due capolavori di Mozart. Dopo il Così fan tutte del 2016 e le prossime, attesissime Nozze di Figaro, Graham Vick conclude la trilogia Mozart/da Ponte con il nuovo allestimento del Don Giovanni, diretto da Jérémie Rhorer al suo debutto al Costanzi, le scene di Samal Blak e le luci di Giuseppe Di Iorio. Protagonista Alessio Arduini con Juan Francisco Gatell (Don Ottavio), Vito Priante (Leporello) e Emanuele Cordaro (Masetto). Ruoli femminili affidati a Maria Grazia Schiavo (Donna Anna), Salome Jicia (Donna Elvira) e Elena Sancho Pereg (Zerlina). In scena dal 27 settembre al 6 ottobre 2019.

A novembre (dall’ 8 al 16) torna Idomeneo, re di Creta raro titolo mozartiano che unisce il nitore classico del mito greco a un linguaggio teatrale aperto alle riforme operistiche del secondo Settecento. Nel nostro teatro Idomeneo era stato rappresentato una sola volta nel 1983 diretto da Peter Maag e con la regia di Luciano Damiani. A dirigerlo sarà Michele Mariotti che debutta così all’Opera di Roma. Seconda regia in questa stagione, come si è detto, affidata a Robert Carsen che collabora anche con Luis F. Carvalho alle scene e con Peter van Praet alle luci; costumi di Petra Reinhardt e video di Will Duke. Nel ruolo del titolo Charles Workman, Joel Prieto (al suo debutto al Costanzi) sarà Idamante, Rosa Feola Ilia e Miah Persson sarà Elettra. Il nuovo allestimento è una coproduzione con il Teatro Real di Madrid e la Canadian Opera Company.

La stagione 2018-19 sarà conclusa in novembre (dal 22 al 24) da una prima assoluta, un tipo di proposta che da molti anni mancava dal nostro teatro e che rappresenta ancora una volta l’attenzione dell’Opera di Roma verso il contemporaneo. Tre recite, al Teatro Costanzi, di Un romano a Marte musica di Vittorio Montalti libretto di Giuliano Compagno, spettacolo vincitore del Concorso 2013/2014 per giovani compositori, bandito dal Teatro dell’Opera di Roma al fine di valorizzare e portare in scena nuovi autori contemporanei con titoli mai rappresentati ed ispirati alla città di Roma. La nuova opera sarà diretta da John Axelrod e avrà la regia di Fabio Cherstich, che dopo le proposte di OperaCamion si misurerà con il palcoscenico del Costanzi.

Ritornano poi, fra la fine del 2018 e l’inizio del nuovo anno, due “evergreen” prodotti dal Teatro dell’Opera, che incontrano sempre grande favore da parte del pubblico.

Tosca di Giacomo Puccini con la regia di Alessandro Talevi, le scene e i costumi originali di Adolf Hohenstein, ricostruiti rispettivamente da Carlo Savi e Anna Biagiotti, e le luci di Vinicio Cheli sarà in scena dal 7 al 16 dicembre diretta da Stefano Ranzani, con nel cast Svetlana Kasyan, Giorgio Berrugi, Fabián Veloz. Lo stesso allestimento tornerà dal 18 al 26 giugno diretto da Jordi Bernàcer. Nel cast Monica Zanettin, Stefano La Colla e Gevorg Hakobyan.

E dal 12 al 26 gennaio torna anche La traviata di Giuseppe Verdi diretta da Pietro Rizzo regia di Sofia Coppola, scene di Nathan Crowley, costumi di Valentino, coreografia di Stéphane Phavorin, luci di Vinicio Cheli: nel cast Jessica Nuccio, Antonio Poli e Sebastian Catana, nonché un buon numero di artisti del progetto “Fabbrica”.

Tutti i titoli in programma vedranno protagonista la nostra Orchestra e, laddove la partitura lo richiede, il Coro del Teatro dell’Opera di Roma diretto dal maestro Roberto Gabbiani: due compagini che sono la prima garanzia di qualità delle nostre produzioni.

Tutte le opere avranno i sovratitoli in italiano e in inglese.

La stagione di balletto.

La nuova stagione di balletto 2018-19 del Teatro dell’Opera di Roma continua sviluppando le linee guida degli ultimi anni che hanno consacrato il balletto come arte portante della Fondazione Lirico Sinfonica della capitale insieme all’opera e all’attività concertistica. Valorizzare la cultura del balletto ha significato nelle ultime tre stagioni proporre una programmazione ben bilanciata tra titoli di repertorio classico e neoclassico, con un’adeguata incursione nel linguaggio più contemporaneo. La valorizzazione è continuata con la messa in luce dei nostri giovani talenti che hanno raggiunto un notevole livello tecnico e interpretativo, rendendoli oggi pronti ad affrontare balletti di grande impegno e valenza internazionale. In quest’ottica si è e si continuerà a porre in primo piano il nostro pubblico – sempre più trasversale ed eterogeneo, curioso e numeroso – e la nostra relazione con esso al quale vogliamo far vivere esperienze artistiche di grande qualità e donare momenti unici, di prestigio e di pura emozione.

Per questa nuova stagione che si apre nel mese di dicembre, ci saranno 5 spettacoli di balletto di cui tre nuovi allestimenti con ospiti internazionali e le étoile, i primi ballerini, i solisti, il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretti da Eleonora Abbagnato.

La stagione di balletto 2018-19 del Teatro dell’Opera di Roma si apre con un grande classico del repertorio, Il lago dei cigni di Benjamin Pech da Marius Petipa e Lev Ivanov in scena al Teatro Costanzi da venerdì 28 dicembre 2018 a domenica 6 gennaio 2019.

Benjamin Pech, già étoile dell’Opéra di Parigi e Assistente alla Direzione del Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, dopo aver creato diverse coreografie si confronta con il riallestimento coreografico di un balletto icona della tradizione classica. Il lago dei cigni è uno dei titoli più famosi e amati, una fiaba romantica percorsa dall’eterno conflitto tra Bene e Male che ancora oggi, con il suo intenso simbolismo, continua ad affascinare gli spettatori di tutto il mondo. Il 28 e il 29 dicembre ospiti d’eccezione sono Olga Smirnova e Semyon Chudin entrambi principal dancer del Teatro Bol’šoj di Mosca. Il lavoro di Pech – coadiuvato da Madame Patricia Ruanne e dal Maître de Ballet Fréderic Jahn in veste di assistenti al coreografo – si innesta in un allestimento magico fatto di scene raffinate e decori preziosi dello scenografo Aldo Buti con le luci di Marion Hewlett. Le note di Pëtr Il’ič Čajkovskij sono affidate alla bacchetta del Direttore Nir Kabaretti che dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.

La stagione prosegue con il balletto Carmen un nuovo allestimento della Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma. La nuova creazione coreografica in scena al Teatro Costanzi da sabato 2 a domenica 10 febbraio 2019 – è affidata al ballerino e coreografo ceco Jiří Bubeníček noto in tutto il mondo per essere stato uno dei ballerini icona di John Neumeier, vincitore di tanti premi tra cui il Premio Benois della Danza e coreografo d’ingegno molto apprezzato in Europa e in Giappone. La sua versione nasce da un ritorno alle origini letterarie di questa storia di Passione e di Morte con la quale si sono misurati i più grandi coreografi di fama internazionale: la novella di Prosper Mérimée. La creazione fedele al testo si svolge sulle note della musica creata da Georges Bizet con alcune arie dall’omonima Opera e brani musicali di flamenco eseguiti dal vivo da un ensemble flamenco. Le scene dalla forte valenza drammaturgica nelle quali si susseguono le varie situazioni narrate dal balletto, sono di Gianni Carluccio e le luci di Fabio Antocci. Il Direttore Louis Lohraseb dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.

Dopo due grandi classici l’appuntamento è con Serata Philip Glass un omaggio al famoso compositore statunitense che, attraverso le sue opere, sinfonie, composizioni e numerose collaborazioni con artisti che vanno da Twyla Tharp ad Allen Ginsberg, da Woody Allen a David Bowie, ha esercitato un impatto straordinario e senza precedenti sulla vita musicale e intellettuale del nostro tempo. Il programma in scena al Teatro Costanzi da venerdì 29 marzo a martedì 2 aprile 2019 è composto da quattro titoli. Apre la serata Danzo, in tre movimenti di Giorgio Mancini con gli allievi della Scuola di Danza, i primi ballerini e le étoile del Balletto del Teatro dell’Opera di Roma. Nel 2016 il coreografo italiano Giorgio Mancini crea su musica di Philip Glass Danzo per gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, omaggiando la danza classica tout court. Oggi torna a quell’omaggio ampliandolo e aggiungendo un terzo movimento, una nuova creazione, che prende le mosse da Dance IX di Philip Glass da In the Upper Room di Twyla Tharp. Un omaggio nell’omaggio: a Philip Glass per aver influenzato con la sua monumentale chiarezza, tramite il solo ascolto, molte delle sue creazioni e a Twyla Tharp per aver creato opere come In the Upper Room che hanno segnato la sua crescita e il suo cammino coreografico. Per esprimere al meglio la sua idea, Giorgio Mancini ha trovato qui il perfetto connubio tra il linguaggio asciutto, puro ed elegante della tecnica classica con la musica di Glass fatta di complessità matematica, eleganza emotiva e rigore. Dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il Direttore Carlo Donadio.

La serata continua con Hearts & Arrows di Benjamin Millepied mai presentato prima d’ora al Teatro Costanzi. Si tratta del secondo titolo della trilogia Gems del ballerino e coreografo francese di fama internazionale, una rivisitazione del trittico di George Balanchine Jewels del 1967 nata dalla collaborazione tra la sua compagnia di danza L.A. Dance Project e la Maison Van Cleef & Arpels. Creato sul quartetto per archi n.3 (Mishima) di Philip Glass, Hearts & Arrows debutta nel 2014 all’Olympia Theater di Miami, anticipato nel 2013 da Reflections e seguito nel 2016 dall’ultimo capitolo On the Other. Otto danzatori danno vita a movimenti e interazioni passando da momenti di insieme ad assoli e pas de deux. La musica è su base registrata.

Si continua con la nuova creazione del giovane talento francese Sébastien Bertaud, pensata appositamente per i ballerini del Teatro dell’Opera di Roma e una coppia principale molto speciale, le étoile Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel che insieme, durante la scorsa stagione, hanno estasiato il pubblico del Costanzi con la loro vivida e struggente interpretazione di Manon di Kenneth MacMillan. Per la straordinaria occasione i costumi sono ideati da Maria Grazia Chiuri per la Maison Dior. A Parigi durante la stagione 2016 – 2017 Sébastien Bertaud è tra i giovani talenti scelti da Benjamin Millepied per partecipare a l’Académie chorégraphique de l’Opéra dove segue l’insegnamento di William Forsythe che lo sceglie come coreografo assistente. Nel Giugno 2017 Sébastien Bertaud ottiene un grande successo all’Opéra Garnier con Renaissance creato per le étoile e il corpo di ballo dell’Opéra di Parigi con i costumi realizzati da Olivier Rousteing per la Maison Balmain. Sébastien Bertaud, sujet a l’Opéra di Parigi, nelle sue creazioni porta uno sguardo generazionale sul balletto e sovverte con le sue collaborazioni i codici della danza classica. Per questa nuova creazione prosegue in quella tradizione di collaborazione che unisce la danza alla moda e che va dai Balletti Russi ai nostri giorni. Dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il Direttore Carlo Donadio.

La serata si chiude con un altro cameo, per la prima volta al Teatro Costanzi, Glass pieces di Jerome Robbins, ballerino, regista e coreografo statunitense che ha saputo mescolare alla perfezione una solida ed elegante vocazione neoclassica con uno spirito dinamico e brillante, tanto da essere definito allo stesso tempo come il più grande tra i coreografi di balletto di origine americana e il miglior coreografo di Broadway. La creazione debutta il 12 maggio 1983 al New York State Theater, con il New York City Ballet. Si tratta di un lavoro altamente formale, articolato in tre sezioni, dove Robbins sovrappone a un vocabolario tradizionale concetti provenienti dalla postmodern dance e costruisce schemi di movimento e ritmi visibili che traducono in architettura fisica le musiche di Philip Glass: Rubric e Façades (dall’album Glassworks), accanto a degli estratti dall’opera Akhnaten. Il risultato è un sofisticato linguaggio moderno che è allo stesso tempo ipnotico e carico di energia, quella di ben quarantadue ballerini in scena. Le scene sono dello stesso Jerome Robbins con Ronald Bates, i costumi di Ben Benson e le luci sono di Jennifer Tipton. Dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il Direttore Carlo Donadio.

La stagione di balletto 2018-19 continua con Blanche Neige di Angelin Preljocaj, in scena per la prima volta al Teatro Costanzi da venerdì 3 a giovedì 9 maggio 2019, e nell’anteprima giovani di giovedì 2 maggio.

Il coreografo franco-albanese Angelin Preljocaj dopo diversi lavori non narrativi torna al racconto con Blanche Neige. Recupera così un tema popolare, una favola appartenente alla memoria di tutti, su cui innesta una serie di variazioni personali frutto dell’analisi dei numerosi simboli presenti nel racconto. Il personaggio centrale diventa per Preljocaj la perfida matrigna, una donna caratterizzata dalla narcisistica determinazione a non voler rinunciare alla propria bellezza e seduzione, anche a costo di sacrificare la candida e innocente figliastra. L’inedita matrigna è una sexy dark lady, ripensata da Preljocaj e dallo stilista Jean Paul Gaultier, che firma i costumi della produzione.

Blanche Neige, balletto romantico e contemporaneo ispirato alla fiaba dei Fratelli Grimm, debutta alla Biennale de la Danse di Lione nel settembre 2008 e nel 2009 viene premiato ai Globes de Cristal. Attualità e incanto fiabesco si fondono alla perfezione in questo balletto articolato su un sapiente e personalissimo collage di musiche di Gustav Mahler, sul quale Preljocaj sviluppa ogni episodio e particolare della storia, dallo specchio alla mela stregata. Le meravigliose scene di Thierry Leproust disegnano i luoghi in cui si svolge la favola: un’ambientazione tra realismo e astrazione sorretta e amplificata dalle luci di Patrick Riou.

La stagione si conclude con la ripresa del Don Chisciotte di Laurent Hilaire, ispirato alla versione originale per l’American Ballet Theatre di Mikhail Baryshnikov, da Marius Petipa e Alexander Gorsky, in scena al Teatro Costanzi da martedì 15 a domenica 20 ottobre 2019.

Ospiti d’eccezione sono Evgenia Obraztsova principal dancer del Teatro Bol’šoj e Isaac Hernández lead principal all’English National Ballet, vincitore quest’anno del Premio Benois della Danza proprio per la sua interpretazione di Basilio in questa versione. Il balletto Don Chisciotte, tratto dal romanzo di Miguel de Cervantes Don Chisciotte della Mancia, è un grande classico con cui nel tempo si sono confrontati numerosi coreografi, da Nureyev a Balanchine. Storica la versione creata nel 1978 da Mikhail Baryshnikov per l’American Ballet Theatre, danzata poi dalle maggiori compagnie del mondo tra cui, nel 1993, il Royal Ballet di Londra, alla quale direttamente si ispira la rilettura di Laurent Hilaire, che debutta in prima mondiale al Teatro Costanzi lo scorso 15 novembre 2017 con il Balletto del Teatro dell’Opera di Roma. Per Laurent Hilaire, la famosa edizione di Baryshnikov si distingue per la sua capacità di porsi come esito della lunga storia evolutiva che il balletto Don Chisciotte porta con sé, una traiettoria che inizia con il primo adattamento di Marius Petipa per il Bol’šoj di Mosca nel 1869. L’allestimento, profondamente originale, si fonda sulle scene di fumettistica memoria nate dall’estro creativo di due maestri di fama internazionale: Vladimir Radunsky e A.J. Weissbard con i costumi del primo e il disegno luci del secondo. L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma è diretta da David Garforth.

La stagione estiva alle Terme di Caracalla.

Per la prossima stagione di Caracalla, oltre agli ormai consueti Extra che saranno annunciati volta per volta nel corso dei prossimi mesi, ecco già da ora i titoli delle tre opere liriche in programma. Ci sarà nuovo allestimento dell’Aida verdiana, un melodramma molto adatto allo spazio aperto e imponente delle antiche Terme, che mancava da Caracalla dal 2011. Si aggiungeranno la riproposta de La traviata e del balletto Romeo e Giulietta: entrambi andranno in scena tra pochi giorni per la nostra stagione estiva di quest’anno.

Oltre l’Opera.

Il Teatro dell’Opera ha nel cartellone ancora tre titoli di rilievo che per vari motivi si collocano al di fuori della stagione del Costanzi intesa in senso stretto.

Del tutto inedita, e anche difficile da definire, è la proposta che occuperà il palcoscenico dal 9 al 15 settembre 2019. Nel 1968 l’artista americano Alexander Calder realizzò per il Teatro dell’Opera di Roma un evento-spettacolo Work in progress della durata di diciannove minuti basato sulle sue forme in movimento, i celebri mobiles. Il tutto sulla musica, registrata, di Niccolò Castiglioni, Aldo Clementi e Bruno Maderna e con la regia di Filippo Crivelli. L’evento racchiudeva in sé tutto ciò che l’immaginario mondo della materia in movimento aveva ispirato alla fantasia di Calder. L’artista, con delicata e rispettosa padronanza delle esigenze sceniche, riuscì a fissare la propria lettura drammaturgica in una leggera e poetica spazialità.

Circa un anno fa, in occasione della presenza romana di William Kentridge, regista dell’applaudita Lulu del maggio ’17, al grande e poliedrico artista sudafricano il Teatro ha chiesto di allestire una “seconda parte” di quella serata, un’“Opera d’arte” con piena libertà d’ideazione e di scelta (e con l’unica limitazione di impiegare di nuovo una musica registrata). Sarà dunque, questo del settembre 2019, di nuovo un evento-spettacolo, intitolato Waiting for the Sybil, a distanza di poco più che cinquant’anni dal fatidico 1968.

Ritornerà anche l’anno prossimo il progetto OperaCamion, con un nuovo titolo che girerà per le piazze di Roma e del Lazio sul camion, ormai famoso, appositamente attrezzato per contenere le scene e i cantanti. Si tratterà come sempre della scelta, essenziale ma di grande qualità, di uno spettacolo d’opera che raggiungerà gratuitamente un grandissimo numero di spettatori: il titolo previsto è Tosca, l’opera romana per eccellenza. La parte strumentale sarà curata ancora una volta dalla nostra Youth Orchestra, la nuova realtà giovanile istituita dal Dipartimento Didattica e Formazione del Teatro dell’Opera di Roma e formata da oltre cento musicisti, con già al suo attivo un ricco curriculum di attività.

E inoltre, prima dell’apertura della stagione, un’altra incursione nel teatro musicale contemporaneo, questa volta in collaborazione con il Festival RomaEuropa. Le avventure di Pinocchio è il titolo di una commedia strumentale per soprano en travesti e strumenti solisti composta da Lucia Ronchetti, con testi tratti dal celebre libro di Carlo Collodi. Diretta da Matthieu Roy, con il soprano Juliette Allen e l’Ensemble InterContemporain sarà eseguita all’Aula Ottagona (ex Planetario) dal 22 al 25 novembre.

Lezioni di Opera.

Proseguiranno le “Lezioni di Opera” tenute da Giovanni Bietti che, oltre a un pubblico fisso di appassionati, raccolgono sempre nuovi ascoltatori di ogni età che vogliono apprezzare meglio le particolarità del linguaggio musicale. Saranno guidati con una terminologia semplice e accessibile, e non per questo superficiale, che permette di ricostruire ogni volta gli elementi specifici di ogni produzione operistica.

I coreografi, i ballerini e noi.

Due appuntamenti per introdurre il grande pubblico nel mondo dei coreografi e dei protagonisti della stagione di balletto 2018-19. Gli incontri propongono un approccio informale ai balletti, attraverso brevi ritratti monografici, proiezioni video ed estratti di danze con i Coreografi Ospiti e i Primi Ballerini del Teatro dell’Opera di Roma. Il progetto invita i partecipanti a confrontarsi con la gestualità e la pantomima delle opere coreografiche analizzate.

Fabbrica” Young Artist Program.

Continuerà nella stagione 2018-19 anche l’attività di “Fabbrica” Young Artist Program che ha permesso agli artisti prescelti di collaborare già a molte produzioni del Teatro e di vivere “dall’interno” il modo in cui si mette in scena un melodramma. I giovani talenti inseriti nel progetto hanno modo di perfezionarsi sotto la guida dei vari artisti che realizzano gli spettacoli della stagione e anche di mettersi alla prova in lavori autonomi.

L’Opera per i giovani.

Se in generale è stato rilevato nelle scorse stagioni un aumento del numero di spettatori, è stata di particolare soddisfazione la presenza nutrita di giovani (e anche giovanissimi!) nel nostro Teatro. A loro abbiamo dedicato due particolari iniziative che proseguiranno nella prossima stagione. Con lo slogan “Vietato ai maggiori di 26 anni”, alle prove generali potranno accedere coloro che non hanno ancora compiuto i 26 anni pagando solo 15 euro. Inoltre con l’iniziativa “Last minute” per alcune serate (a discrezione della Direzione) è prevista la riduzione del 25% sul prezzo dei biglietti in vendita, a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Non mancherà neanche il prossimo anno l’attenzione per i giovanissimi: a loro è dedicata la Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera. Anche questa un’iniziativa non secondaria del Teatro, rivolta alla formazione musicale che intendiamo proseguire.

La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma e i suoi giovani talenti sono anch’essi al centro delle nostre attenzioni. Oltre ai consueti appuntamenti annuali con la Lezione Aperta e il Saggio Spettacolo di fine anno, gli allievi partecipano ad alcuni balletti in programma nella Stagione 2018-19. La Scuola per la sua finalità è da sempre impegnata, attraverso una mirata selezione, a preparare bambini, adolescenti e giovani che intendono avviarsi alla professione del danzatore, con ammissioni annue di bambini provenienti da ogni parte d’Italia e non solo.