Teatro Valle Occupato al capolinea: “Ce ne andiamo, ma il 10 agosto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Luglio 2014 - 11:11 OLTRE 6 MESI FA
Valle Occupato al capolinea: "Ce ne andiamo, ma il 10 agosto"

Valle Occupato al capolinea: “Ce ne andiamo, ma il 10 agosto”

ROMA – “Siamo disponibili ad accettare i termini della proposta avanzata dal Teatro di Roma e ad indicare la data della nostra uscita dal Teatro Valle per il 10 agosto, in quella che abbiamo deciso di chiamare ‘La notte dei desideri’, affinché si abbia il tempo per una serie di incontri con l’assessorato e il Teatro di Roma per definire la convenzione che ci è stata proposta”. Lo dichiara la Fondazione Teatro Valle Bene Comune, l’associazione degli occupanti. Che in pratica, a parte la piccola dilazione temporale, accettano i termini della restituzione del teatro all’amministrazione pubblica.

Il neo-assessore alla Cultura, Giovanna Marinelli, ha ribadito il grande lavoro svolto dalla Fondazione, mentre gli occupanti chiedono garanzie sul loro coinvolgimento in un progetto futuro. L’ennesima giornata di riunioni, assemblee e discussioni va in archivio nel teatro alle spalle del Pantheon. Sono ore frenetiche quelle che precedono la deadline (oggi 31 luglio devono sgomberare) imposta dal Campidoglio (e dal ministro Franceschini), anche se la lettera del Valle apre a una soluzione condivisa.

Ieri l’assessore Marinelli è tornata a parlare di “opportunità” concessa agli occupanti, così come sottolineato dal presidente del Teatro di Roma, Marino Sinibaldi, durante la sua partecipazione all’assemblea dei soci. “La Fondazione Valle Bene Comune – ha detto la Marinelli – ha svolto un grandissimo lavoro in questi tre anni, riuscendo nel suo obiettivo, ovvero porre all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità che il Teatro Valle rimanesse pubblico. Noi riteniamo che sia auspicabile che questa esperienza possa essere inglobata all’interno della struttura del Teatro di Roma, inserendola quindi in un contesto legale e riconosciuto”.

“Prendiamo le parole della Marinelli come un’ulteriore apertura, e questo per noi è positivo – spiega uno degli attivisti -. Stiamo lavorando per cercare di rientrare nel dettaglio di quello che è il progetto di teatro partecipato, per avere garanzie che questo teatro non resti solo pubblico ma che recepisca il valore culturale e politico di questa esperienza”. Schiarite e dialogo a parte, domani scade il termine ultimo per la “riconsegna delle chiavi” da parte degli attivisti che occupano dal 2011 il più antico teatro di Roma. Soci e fondatori hanno chiamato a raccolta artisti da ogni parte d’Italia per uno spettacolo no-stop per “contrastare con la creatività” l’eventuale sgombero. Nel frattempo sul, web è partita la raccolta firme a difesa del teatro, promossa – tra gli altri – anche da Stefano Rodotà. Quasi 2.500 le adesioni.