Furia, addio a Bobby Diamond: nella serie era il piccolo Joey

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 maggio 2019 20:25 | Ultimo aggiornamento: 26 maggio 2019 20:25
Furia, addio a Bobby Diamond

Furia, addio a Bobby Diamond: nella serie era il piccolo Joey (foto Ansa)

ROMA – I cinquantenni di oggi sono cresciuti un po’ con lui, quel bambinetto di nome Joey sofferente e sensibile, scontroso e solitario con tutti eppure capace di farsi amare e obbedire da Furia, indomabile cavallino nero.

Da molto tempo in lotta con il cancro, è morto a 75 anni Bobby Diamond, avvocato e attore americano che grazie alla serie tv lanciata negli anni ’50 dalla Nbc era diventato un po’ un’icona del piccolo schermo. Anche se a quell’exploit non era seguita poi una vera e propria carriera nella recitazione. A dare la notizia della sua morte, a esequie avvenute, è stata l’autrice tv e sua grande amica Laurie Jacobson, che ne ha parlato con l’Hollywood Reporter.

Il ciuffo riccioluto sul volto minuto, l‘aria sempre un po’ schiva e imbronciata, Diamond in Furia era Joey Clark Newton, un ragazzino orfano adottato dal burbero proprietario di un ranch che aveva perso la moglie e il figlio naturale in un incidente d’auto. Un ruolo decisamente tipico nelle narrazioni dell’epoca nel quale quel ragazzino piccolo borghese, maglietta a righe e pantaloncini corti, era molto credibile, tanto da diventare il paladino di tantissimi coetanei e poi nel tempo di altri ragazzini come lui che si identificano nelle fughe solitarie con il cavallino, con quelle carezze e le parole sussurrate all’orecchio dell’animale.

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Dopo le cinque stagioni da protagonista nella serie tv, che negli Usa andò in onda fino al 1968 con grandissimo successo (in Italia arrivò invece negli anni ’70 e da noi è rimasta un tormentone anche la sigla affidata alla voce di Mal), Diamond, che era figlio di un broker immobiliare e di una casalinga, proseguì gli studi, si fece notare anche come brillante ginnasta e diventò avvocato, professione che alternò per tutta la vita a piccoli ruoli d’attore, soprattutto in tv. Fino all’età adulta fu la madre a guidarlo nello show business e a fargli da manager per film come Il più grande show sulla Terra (1952), Gli uomini preferiscono le bionde, Ring Circus e All’inferno e ritorno.

Negli anni ’60 è’ stato premiato per Airbone, un film sui paracadutisti, ed è apparso in Billie (1965) nella parte di un ragazzino atletico. Qualche ruolo lo ha avuto anche negli show tv degli anni ’80 e ’90, il Loretta Young Show, Handy Griffit Show, Lassie, Medical Center e Divorce Court. Anche come avvocato è rimasto nel mondo dello spettacolo rappresentando gli interessi di diversi attori. Lascia due figli Robbie e Jesse.

Fonte: Ansa