Adriano Pappalardo a Vieni da Me: “Lucio Battisti mi aprì le porte della musica”

di FIlippo Limoncelli
Pubblicato il 22 Gennaio 2020 14:18 | Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2020 14:27
Adriano Pappalardo a Vieni da Me: "Lucio Battisti mi aprì le porte della musica"

Adriano Pappalardo a Vieni da Me

ROMA – Adriano Pappalardo è stato ospite a Vieni da Me oggi, 22 gennaio. Intervistato da Caterina Balivo, il cantante ha aperto la sua memoria raccontando storie di vita privata e professionale.

Sull’amicizia con Lucio Battisti: “Accompagnavamo i nostri figli a scuola. Parlavamo dei nostri progetti e del nostro lavoro. Mi ha dato una possibilità che nessuno poteva. Era un autore originale, mi disse che avevo un nome orribile e che ero grosso come un minotauro. “O sfondi o te sfondano”. Diventò prima mio produttore e poi mio amico. Lui amava correre, faceva una canzone ogni due secondi e la rivoltava come un calzino”.

Su Il Cantante mascherato: “Ora ovunque vado mi chiedono se sono il Leone. Sta diventando il mio tormento. C’è Al Bano, c’è Max Giusti… ci sono io…”.

L’amicizia con Mara Maionchi: “Lei è stata una delle prime pr che assunse Battisti ed è stata una grandissima donna nelle pubbliche relazioni. Non voglio ripetere quello che dice perché serve sempre un bip. Una volta le risposi a tono e mi stava mollando uno schiaffo. Mi voleva bene, si dava molto da fare e le sono ancora amico”.

Il momento buio nella carriera: “A cavallo degli anni Settanta e Ottanta ci furono quattro anni di crisi nella mia carriera. Poi, nel 1979, si presentò un autore napoletano che mi presentò Ricominciamo. Me ne innamorai anche se all’inizio non ero convinto. Poi la feci mia, cambiando qualcosa, ne nacque un miracolo”.

La famiglia: “Mio padre mi cacciò di casa quando dopo il liceo gli dissi che volevo cantare. Dopo anni poi quando andai da super ospite a Festivalbar, all’Arena di Verona si alzarono tutti in piedi ad applaudirmi. Papà pianse poi venne in camerino e mi disse che era orgoglioso di me”. (fonte VIENI DA ME).

 

 

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