Alessandro Politi (Le Iene), e il Coronavirus: “Io positivo da un mese, sicuri bastino 15 giorni?”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Aprile 2020 19:50 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2020 8:34
Alessandro Politi (inviato Le Iene), e il Coronavirus: "Io positivo da un mese, sicuri bastino 15 giorni?"

Alessandro Politi (Le Iene), e il Coronavirus: “Io positivo da un mese, sicuri bastino 15 giorni?” (Foto da video)

ROMA – E’ Alessandro Politi la Iena positiva al Coronavirus. In un video pubblicato sul sito della trasmissione Le Iene, Politi solleva un dubbio: “Sono positivo da un mese, sicuri che bastino 15 giorni di isolamento per uscire?“.

Questo il racconto pubblicato sul sito: “Ho avuto febbre e tosse per pochi giorni, poi mi sono sentito bene. Ma dopo un mese il mio tampone è ancora pienamente positivo”. 

“Il 5 marzo mi sono svegliato con un forte mal di testa, febbre alta e un po’ di tosse”, racconta la Iena. “In quel momento non c’erano ancora i decreti di chiusura. Provo in tutti i modi a farmi fare un tampone, anche se non vogliono farmelo perché non ho una sintomatologia così grave. Comunque in ospedale spiego che sono un giornalista e sono stato in diretto contatto con tante persone e colleghi”.

La preoccupazione di Alessandro era soprattutto per tutti coloro che potevano entrare in contatto con Le Iene e lo staff, come a esempio gli intervistati che considerato il periodo potevano anche trovarsi in ospedale. Dopo un po’ di titubanza il personale accetta e l’esito del tampone è chiaro: positivo al COVID-19, l’ormai famoso coronavirus.

“La cosa sorprendente è che la sera stessa con una tachipirina la febbre è passata, il giorno successivo avevo meno sintomi e al terzo giorno non avevo più niente”, racconta la nostra Iena Alessandro Politi. “Se non avessi fatto il tampone, avrei pensato di avere un’influenza”. Passato il periodo obbligatorio di quarantena, è il momento di rifare il test: per essere considerati guariti, infatti, servono due tamponi consecutivi negativi. “Io stavo bene, ma dopo 17 giorni ero ancora pienamente positivo”.

“Passano altri dieci giorni e il 3 aprile, cioè l’altro ieri, faccio un altro tampone”, racconta la Iena. “Ormai è quasi un mese che sono senza sintomi, ma l’esito è sempre lo stesso: pienamente positivo. Ho chiesto se è normale, i medici hanno ipotizzato che potrei aver preso una carica virale più aggressiva. Il mio corpo fortunatamente la sta gestendo bene ma ci vuole più tempo per debellarla”.

E’ qui che al nostro Alessandro Politi sorge un dubbio: “Perché le istituzioni permettono a persone che hanno avuto i miei stessi sintomi di uscire di casa dopo 15 giorni” senza aver ricevuto un tampone? “Quante persone potrebbero essere a lavorare con il rischio di diffondere il virus?”. Eh sì, perché fino a poco tempo fa alle persone con sintomi lievi come il nostro Alessandro Politi il tampone non veniva proprio fatto, ma si doveva ’solo’ rispettare la quarantena alla fine della sintomatologia.

E chi è stato a contatto diretto con un malato, a meno di casi eccezionale, non riceve alcun tampone in assenza di segni della malattia: unica prescrizione, l’isolamento. “Come si è deciso che i quindici giorni siano sufficienti, se io dopo trenta giorni sono ancora positivo? Non è che forse il contagio tarda a fermarsi anche per questo motivo?”. (Fonte Le Iene)