Alessia Ventura, stalker condannato ad otto mesi: Cassazione conferma sentenza

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 Settembre 2019 19:48 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2019 11:44
alessia ventura ansa

La conduttrice e showgirl Alessia Ventura (Ansa)

ROMA – E’ stata confermata dalla Cassazione la condanna a otto mesi di reclusione – con la condizionale – nei confronti del milanese di 43 anni che per oltre un anno e mezzo, da maggio 2013 a ottobre 2014, ha reso impossibile la vita alla conduttrice e showgirl Alessia Ventura, seguendola ovunque, inviandole messaggi inquietanti, e procurandole “un grave e persistente stato di paura”.

La Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla difesa contro la sentenza emessa nel giugno 2018 dalla Corte di Appello di Milano. L’uomo molestò Alessia Ventura – scrive il verdetto 37187 depositato oggi, giovedì 5 settembre, dopo l’udienza dello scorso primo luglio – “in molteplici occasioni, inviandole continuamente messaggi di apprezzamento o allusivi ad una inesistente relazione, contattando una amica della vittima affinché la convincesse ad accettare le sue avances”.

Lo stalker si appostava fuori dagli studi della Rai, di Radio Montecarlo e ovunque sapeva di poter incontrare la ex letterina di Passaparola che a lungo è stata legata all’allenatore Filippo Inzaghi. Sbarra si era anche presentato con doni ai genitori di Alessia Ventura – che non ha alcuna parentela con Simona Ventura – “qualificandosi suo compagno“, e l’aveva “seguita e ricercata sui luoghi di svago o di lavoro, raggiungendola in una discoteca e qualificandosi ai presenti come il suo fidanzato”.

Ad avviso della Suprema Corte, “per la loro natura senza dubbio molesta e per la loro indiscutibile idoneità a influire sullo stato psichico” della showgirl, i comportamenti tenuti dall’uomo “rientrano a pieno titolo” nel reato di stalking. “E’ stato rilevato infatti – sottolinea il verdetto – che le condotte addebitate si sono protratte per un lungo arco di tempo, durato circa un anno e mezzo; che sono state estremamente pervasive, avendo interessato i momenti di lavoro, di riposo e di svago della persona offesa; che le allusioni dell’imputato hanno riguardato la sfera affettiva e sentimentale della donna, a cui l’uomo si è proposto in maniera sfrontata e impertinente”. Per la Cassazione, in questo modo “lo Sbarra stesso ha inteso ipotecare con le sue esternazioni la vita di relazione” di Alessia Ventura “qualificandosi suo fidanzato”