Alla Lavagna, i bambini recitano a comando. Rai3 dal volto fake, e quindi…i troll.

di Lucio Fero
Pubblicato il 14 novembre 2018 10:47 | Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2018 10:47
Alla Lavagna, i bambini recitano a comando. Rai3 dal volto fake, e quindi...i troll.

Alla Lavagna, i bambini recitano a comando. Rai3 dal volto fake, e quindi…i troll.

ROMA – Alla Lavagna, trasmissione di Rai3. Preceduta anche da un bel lancio pubblicitario. Ottima idea: mettere personaggi di ogni cronaca, politica o sportiva o dello spettacolo che sia, in classe. In classe con gli alunni, bambini/ragazzi tra i 9 e i 12 anni. Metterli insieme e poi vedere che succede: come si parlano, come si intendono, come si annusano, come si confrontano. Vedere cosa fanno i bambini/ragazzi lasciati a diretto confronto con i personaggi noti. Vedere cosa fanno i personaggi noti a diretto confronto con i bambini/ragazzi e non per una carezza sulla testa che dura due secondi ma per un bel po’ di tempo in una classe di scuola. Ottima idea, davvero ottima.

Peccato però che questa ottima idea nessuno l’ha avuta e nessuno l’ha messa in pratica. Non si sta a vedere cosa succede nel format di Alla Lavagna. Si sa già quello che succede, è rigidamente scritto. Scritto prima. Non c’è confronto diretto, immediato. Quel che i bambini/ragazzi dicono ai personaggi noti non l’hanno pensato i bambini/ragazzi. I bambini/ragazzi recitano i testi scritti dagli autori.

L’audacia del coniglio, la freschezza della frutta secca, la genuinità delle lucette di Natale acquistate dal “cinese”, le movenze e l’aria tra il grottesco e il comico del bambino obbligato /annoiato a recitare “poesia!” appunto a Natale davanti ai grandi…Anche Rai3 a suo modo ha trovato la sua formula e dimensione fake.

Regolare quindi (regolare per dirla alla Totti linguaggio poi diventato neo lingua ufficiale di tutto il calcio) che…dove c’è fake ci sia troll. Ovvio, conseguente, naturale, ci sta il troll nell’habitat fake. Troll di lusso nel caso in specie. Troll di peso. Troll che conta. Abile e rispettato, riverito e dalla riconosciuta professionalità. Niente meno che Luca Morisi. Il segnalatore, l’elaboratore, l’esploratore, l’ingegnere e l’artista e lo stratega del web per conto e a supremi vantaggi e gloria di Matteo Salvini.

In una puntata di Alla Lavagna, quella dove c’era appunto Salvini, Luca Morisi ha visto un ragazzo/bambino che non faceva la ola a Salvini durante la foto opportunity. Semplicemente quel ragazzo/bambino non sorride nella foto. Timidezza? Emozione? Magari una cosa sconosciuta e rara come riservatezza? No, Luca Morisi ha visto l’occasione, ha colto il momento, non ha ceduto all’ispirazione e ha postato la battuta: “E’ il nipote di Martina”.

Mal gliene incoglierà a quel ragazzino di non aver riso al momento giusto e comandato, è già diventato, come si dice…virale. Ma, come dice premier Conte, nel mondo di oggi ci sta. Che c’entra Conte? Eccolo a proposito di giornali e giornalisti che attaccano il governo dicendo che sbaglia o che sballa i conti e di Di Maio e Di Battista e M5S vari che attaccano i giornalisti dicendo: puttane, pennivendoli, infimi e infami vi affameremo. Ecco, per Conte “ci sta”, ha detto proprio “ci sta”. Per Conte che farebbe l’uomo di Stato è un pari e patta che un giornale dichiari la Manovra del Popolo pericolosa e un ministro della Repubblica dichiari che chi lo scrive è una puttana. Ecco Conte ha detto che “ci sta”. Certo, con un premier così ci sta, ci sta proprio tutto.