Ambra Angiolini svela: “Ecco perché mi sono innamorata di Allegri”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Ottobre 2019 15:42 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2019 15:42
Ambra Angiolini, Ansa

Ambra Angiolini (foto Ansa)

ROMA – Intervistata da Vanity Fair, Ambra Angiolini, presto nelle sale italiane con “Brave ragazze”, racconta: “Da bambina, in quinta elementare, avevo un diario titolato Cenerentola in cui scrivevo che la cosa che volevo fare da grande era la mamma. A 14 anni mi sembrava strano ma a 18, dopo Non è la Rai, non essere madre mi fece scoprire per la prima volta il volto della depressione. Il dottore mi disse di partire per il Brasile. Così iniziai la mia esperienza come volontaria con un medico dell’Ospedale San Camillo di Roma che operava i bambini. Fu bellissimo e travolgente. Ma la vera sensazione di sazietà fu quando rimasi incinta di mia figlia. Era come se fossi stata affamata d’amore per tutta la vita e improvvisamente ero sazia”.

La lotta contro la depressione. “Era il 2012 – racconta – Stavo facendo un lavoro importante e iniziai a sentire che avevo paura di tutto. Di fare le scale, di prendere l’ascensore, l’aereo e il treno, anche il bagno era diventato un luogo inquietante. Le paure stavano dominando la mia vita. L’inizio del baratro. Stavo girando ‘La Squadra’ e dissi stop. Poi una mattina è crollato tutto. Mia figlia Jolanda si sveglia, deve andare all’asilo e mi chiede: mamma mi aiuti a vestirmi? Io realizzo che è la cosa più difficile da fare. Ho pianto per un’ora”.

Quella mattina segna per Ambra Angiolini un nuovo inizio, un’inversione di marcia che la porta a farsi aiutare da una psicologa, che la indirizza verso il volontariato.

“Al primo incontro faccio quello che so fare, una lezione di teatro. Dico: ora camminate come se ci fosse il sole. Ora come se facesse freddissimo. Ora con una gamba sola. Una ragazza mi risponde: non ho più una gamba, non riesco a camminare. Volevo morire, sparire, dileguarmi. Invece avevano capito che ero imperfetta come loro. Come la loro malattia. Come la vita. Lì ho incontrato Silvia e mi colpisce subito perché è come uno specchio: è uguale a me. Maschera il suo oceanico bisogno d’amore sotto un’aria da dura. Prima diventiamo sorelle, poi divento sua zia. Oggi è parte della mia vita. Silvia mi ha salvato da me stessa”.

Poi l’arrivo di Massimiliano Allegri. “La cosa che mi salva dai momenti dolorosi è la sensazione di poter giocare con lui anche da adulta. E la cura che ha nei confronti della mia esistenza, di quella dei miei figli, della mia ex storia. Non c’è un solo passaggio della mia vita che Massimiliano non rispetti. Mi sono innamorata di lui perché come me è un tipo fuori moda”.

Fonte: Vanity Fair.