Antonio Lubrano: Baudo presidente Rai. Scandurra: Gli assegnino Sanremo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 marzo 2014 14:28 | Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2014 14:28
Antonio Lubrano: Baudo presidente Rai. Scandurra: Gli assegnino Sanremo

Antonio Lubrano: Baudo presidente Rai. Scandurra: Gli assegnino Sanremo

ROMA – Uno, Antonio Lubrano, a lungo conduttore e giornalista Rai chiede che Pippo Baudo diventi direttore di Rai Uno. L’altro, Maurizio Lorys Scandurra, giornalista, scrittore e conduttore radiotelevisivo chiede che a Baudo sia assegnata la conduzione del Festival di Sanremo.

Lubrano, nel suo esprimere stima e amicizia per il conduttore siciliano spiega:

“Pippo Baudo? Mi piacerebbe che diventasse il Presidente della Rai, sa operare scelte adatte al bene della Tv di Stato”

 “Personalmente penso che Pippo Baudo di Sanremo ne abbia fatti tanti, e uno in più o in meno non toglie e non aggiunge niente al suo prestiogioso curriculum. Mi piacerebbe invece che diventasse il Presidente della Rai, perchè sarebbe sicuramente in grado di operare scelte più competenti, data la sua esperienza, e adatte al bene e al futuro della Tv di Stato”. 

Maurizio Lorys Scandurra, giornalista, scrittore e conduttore radiotelevisivo (al suo attivo collaborazioni con importanti programmi di Raiuno e Raiudue), non accetta invece il trattamento che la Rai, nella fattispecie la Direzione di Raiuno, sta ingiustamente riservando da troppo tempo a Pippo Baudo. Ed esprime il proprio forte disappunto con una lettera aperta rivolta al Vertice Maximo della Prima Rete di Stato, esordendo con un

Caro Giancarlo Leone, scusami se ti dò con rispetto parlando del tu, da italiano, giornalista televisivo che con la Rai ha collaborato, cittadino e fruitore del Servizio Pubblico. O se preferisci, Egregio Direttore, invece di lanciare tu proposte su Twitter e social media, e io a risponderti per le rime a suon di comunicati stampa e dichiarazioni pubbliche, per il bene del Festival di Sanremo 2015 ti propongo questo: un tris di assi siciliani del video. Tu vuoi Rosario Fiorello, io e l’Italia del buongusto e per nulla avvezza al turpiloquio mediatico invece reclamiamo a gran voce il ritorno di Pippo Baudo, un autentico Signore in tutto, fuori e dentro il piccolo schermo. Troviamoci a metà strada, e fammi sapere che cosa vuoi fare. Io sono pronto a sostenere la mia tesi con dovizia di argomentazioni quali frecce al mio arco del buonsenso. Alla regia? Michele Guardì, altro siciliano doc e vero uomo di televisione. Così in un sol colpo avremmo il Principio, La Storia e il Futuro della Tv di Stato: Pippo e Guardì rappresentano le prime due, il terzo punto spetta di diritto all’inimitabile Fiorello, cui vanno i miei migliori in bocca al lupo perché possa riprendersi presto dopo l’incidente di questi giorni”.

Scandurra si associa inoltre alle dichiarazioni di questi giorni del Consigliere di Amministrazione della Rai, Antonio Verro

“vero uomo di televisione – dichiara Scandurra – l’unico che in Rai si batte in prima persona da sempre in nome della qualità del Servizio Pubblico, specialmente di Raiuno”, il quale ha chiesto un cambio della guardia proprio alla Direzione di Raiuno. “Fatto che apprezzo e che condivido appieno”, aggiunge Scandurra, che prosegue: “Caro Giancarlo Leone, a Sanremo in conferenza stampa, hai parlato per la prossima edizione di tutti: Fazio, Fiorello, Carlo Conti. E Baudo? Dove l’hai lasciato? Una svista terribile, per chi, come te, dice di voler valorizzare per Sanremo 2015 le risorse Rai. Fino a prova contraria Pippo non lavora per Mediaset o La7. I cantanti più famosi degli ultimi quarant’anni sino a oggi li ha lanciati tutti lui, e dal 2008, data del suo ultimo Festival – in cui c’erano ancora i grandi della musica -, le principali case discografiche sono andate in crisi, vendite a picco, hanno ridotto drasticamente gli organici tra fusioni, licenziamenti. Il risultato? Un sacco di addetti ai lavori a spasso, e tanti artisti senza contratto a casa a far nulla. Questo dato non ti dice niente?”.

 Per poi lanciare un accorato appello ai grandi della musica italiana di sempre: “Mi rivolgo tra i tanti ad artisti veri – non certo quelli da talent o reality show che durano come i prodotti usa-e-getta – tra cui Giorgia, Anna Oxa, Patty Pravo, Mariella Nava, Fiordaliso, Donatella Rettore, Andrea Mingardi, Toto Cutugno, Enrico Ruggeri, Gianni Morandi, Gianna Nannini, Matia Bazar, Mango, Syria, Andrea Bocelli, Danilo Amerio, Loredana Bertè, Antonella Ruggiero, Ron, Eros Ramazzotti, Fabio Concato, Andrea Bocelli, Anna Tatangelo, Gigi D’Alessio, Michele Zarrillo, Gianluca Grignani, Irene Grandi, Mietta, Gerardina Trovato, Amedeo Minghi, Paola Turci, Marina Rei, Peppino Di Capri, Max Gazzè, Daniele Silvestri, Nek, Marcella Bella, Carmen Consoli, perchè anche loro chiedano a gran voce alla Rai il ritorno di Baudo all’Ariston. Insomma, i veri beniamini del pop italiano che con lui hanno costruito carriere importanti, e mancano in gara a Sanremo da troppo tempo”.

Al coro di voci pro Baudo si unisce anche l’avvocato Patrizia Polliotto dell’Unione Nazionale Consumatori, dal 1955 la più antica e autorevole associazione consumeristica italiana:

“Il Comitato Regionale dell’Unione Nazionale Consumatori del Piemonte da me presieduto si unisce alla petizione popolare a favore del ritorno di Pippo Baudo alla guida del prossimo Festival di Sanremo lanciata sul web dal giornalista Maurizio Lorys Scandurra”. E aggiunge: “Rivolgo un appello a Giancarlo Leone, Direttore di Raiuno, e al Consigliere del Cda Rai Antonio Verro, vero uomo di televisione, perchè la qualità torni a farla da padrone anche sul piccolo schermo. Il Servizio Pubblico non può prescindere da personalità di indubbio spessore quali quella di Baudo, per nulla avvezzo al turpiloquio al quale assistiamo da tempo nelle ultime edizioni della kermesse canora. Il valore di un conduttore televisivo non è dato dall’età, ma dalla bontà delle idee e Pippo, che ne ha moltissime, è sinonimo indiscusso di garanzia per i consumatori”. Per poi concludere: “Baudo ha scoperto e lanciato con successo tutti i più grandi cantanti italiani degli ultimi decenni Sa usare da sempre un linguaggio forbito e adeguato al contesto, e si circonda di artisti veri e comici di qualità che per strappare una battuta o un sorriso al pubblico a casa non hanno bisogno di ricorrere alla volgarità gergale da strada. I consumatori sono telespettatori che meritano rispetto, specialmente in orari di fascia protetta, quali quelli di prima serata in cui il Festival va in onda per una settimana all’anno”, spiega il noto legale.

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