Baudo: “Pensavo mi avessero fatto fuori,torno con 900″

Pubblicato il 18 Settembre 2010 15:28 | Ultimo aggiornamento: 18 Settembre 2010 15:47

Pippo Baudo spara a zero. Sa di avere ”il difetto di dire tutto quello che penso”, ma lo considera ”una qualità”. Credeva ”di aver chiuso con la tv per sempre” , aveva la ”sensazione di essere stato fatto fuori dalla Rai” ma, dopo un’estate di amarezza, in cui l’unica felicità è  stata diventare nonno, Baudo torna da lunedì 20 settembre in prima serata su Raitre.

A dieci anni dal debutto di “Novecento” propone un’edizione completamente rinnovata del programma che nella prima puntata – con ospiti Vittoria Belvedere, Dario Vergassola e i giornalisti Ludina Barzini e Gigi Moncalvo – sarà aperta da un ritratto di Lelio Luttazzi. Pippo firmerà in queste ore con la Rai un contratto biennale, moralmente già siglato, che prevede anche ”il ritorno su Raiuno dove dovrei fare – racconta – con Bruno Vespa un programma sui 150 anni dell’Unità d’Italia in sei serate nel prime time, da metà gennaio. Stiamo studiando molto. E anche progetti su Raidue”.

”Prenderò il 75% in meno dei miei colleghi illustri. Non sono mai stato così deprezzato ma sono contentissimo. Potevano – sottolinea – anche offrirmi di meno, non  è una questione di soldi. Darei tutto a questa azienda perché ha dato tutto a me”.

”Ho 74 anni portati bene e un cervello non completamente rimbambito. Mi sembrava una cosa ingiusta essere fatto fuori, ma sbattevo contro pareti kafkiane. Pensavo – racconta ancora – ‘non mi vogliono più’, ma per strada i ragazzi mi fermano, mi chiedono gli autografi. Potrei fare un partito come Grillo?”.

E poi incalza, alla presenza in conferenza stampa del consigliere Nino Rizzo Nervo: ”nessun consigliere ha detto ‘ma di Baudo che ne facciamo? Lo buttiamo via?’. Una parolina. Non si fa così. Questo è disumano per chi ha ancora qualità artistiche”. Rizzo Nervo, che spiega di essere ”presente deliberatamente” sottolinea: ”nNon so immaginare una Rai oggi senza Baudo. Non vorrei che ci si accorgesse delle persone che hanno fatto la tv e la Rai dopo che sono morte”.

In questo deserto Baudo ringrazia solo i vicedirettori generali ”Antonio Marano e Lorenza Lei che mi hanno considerato ancora una risorsa”. Comunque ”dico quello che penso ma ho anche la mia dignità, avrei smesso senza mettere la tenda canadese davanti al cavallo in Viale Mazzini”. Prima di ”chiedere asilo a Raitre” Baudo aveva presentato ”idee e progetti. Con Raiuno avevo concluso un accordo per un programma nuovo in cui credo moltissimo e che spero di fare in futuro. Un varietà, ‘Mister giallo’, in studio con una fiction incorporata. Lo avevo pensato per scompaginare un po’ l’intrattenimento. Ci sono balletti continui nei palinsesti che non si vedevano da 50 anni”.

Ma è seguito il silenzio e ”i corridoi di viale Mazzini quando le porte sono chiuse sono una specie di carcere” dice. Adesso ho ”chiesto asilo a Raitre. Un ritorno così lo ho fatto altre volte in momenti altalenanti e mi ha portato bene. Faremo sette puntate di Novecento. La prima molto forte”. Dopo l’apertura dedicata a Lelio Luttazzi ”che se ne è andato quest’estate e se ne è parlato poco”, si farà poi luce sui rapporti fra il senatore Giovanni Agnelli e la nuora Virginia con le testimonianze in studio di Marina Ripa di Meana e Gabriella Mecucci, autrici del libro ‘Virginia Agnelli-Madre e farfalla’, e di Ira Furtstenberg. Chiusura con Renato Pozzetto. ‘

‘La tv che fa Pippo è quella in cui Raitre si riconosce. In un momento in cui si fatica a capire qual è  la strada della tv del futuro, Pippo ci può insegnare tante cose”, sottolinea il direttore della terza rete Paolo Ruffini. E, infine, del prossimo Festival di Sanremo, Pippo spiega: ”è  un’esperienza finita. Comunque, se mi chiamano ci vado”. Ma la Rai, pur ringraziandolo per la disponibilità, ribadisce – anche se informalmente – di non aver mai preso in considerazione una candidatura di Baudo per il prossimo festival, il cui progetto sara’ imperniato su Gianni Morandi.