Berlusconi condannato, a Porta a Porta va in onda l’assoluzione mediatica

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2013 9:23 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2013 9:25
Berlusconi condannato, a Porta a Porta va in onda l'assoluzione mediatica

Berlusconi condannato, a Porta a Porta va in onda l’assoluzione mediatica

ROMA – Dopo la condanna a sette anni di reclusione, uno di più di quanto richiesto dall’accusa, e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi, c’è chi esulta e chi parla di “piazzale Loreto”. Ma c’è pure chi, come Bruno Vespa, manda in onda una vera e propria cerimonia di assoluzione mediatica del Cavaliere.

Ospiti in studio vari esponenti del Pdl che fin dal pomeriggio si erano scagliati contro una sentenza definita un “atto eversivo” da parte di giudici “politicizzati” e che oggi saranno di nuovo in piazza per protesta.

Vespa mette in scena l’intera tesi difensiva del processo Ruby, lo dichiara lui stesso a inizio show: “Quasi nessuno immaginava una condanna così severa, compresa la richiesta della Corte di aprire un processo per falsa testimonianza contro parte dei testimoni del processo, comprese molte delle ragazze che facevano parte delle ‘serate eleganti’, deputati e collaboratori dell’ex presidente del Consiglio”, spiega. Vespa poi sostiene che la “sentenza non dovrebbe avere conseguenze dirette sulla stabilità dell’esecutivo, ma segna un punto di svolta nei rapporti tra politica e magistratura”.

In difesa del Cavaliere, nel corso della puntata si sono avvicendati: la pasionaria Daniela Santanché, che ha parlato di “schifo” per il verdetto, l’ex ministro della giustizia e ora presidente della Commissione giustizia al Senato, Francesco Nitto Palma, nonché il direttore di Libero, Maurizio Belpietro. Tutti accorsi a ripulire l’immagine di Berlusconi dopo la condanna.

Ecco per sommi capi le memorie difensive presentate:

Nitto Palma si dice sorpreso: “Avendo letto le carte, pensavo di dover commentare questa sera una sentenza di assoluzione, dato che non ho ritrovato alcun serio elemento probatorio per sostenere l’accusa, con riferimento al reato di concussione e prostituzione minorile”. Poi aggiunge: “Tutti i testimoni che hanno rilasciato dichiarazioni diverse rispetto alla posizione dell’accusa” sono coinvolti ora nella trasmissione delle carte alla Procura per falsa testimonianza.

Persino Dario Nardella, giovane deputato del Pd, non sembra particolarmente critico verso Berlusconi: “Evidentemente i giudici hanno valutato le carte con questo esito”, spiega, parlando della necessità di “rispettare le sentenze”, non mancando di ricordare che si tratta soltanto del primo grado.

Infine l’arringa di Maurizio Belpietro, direttore di Libero: “Una sentenza incredibile, non esiste una prova certa, i presunti concussi dicono di non essere tali, la vittima che dice di non essersi mai prostituita”. Berlusconi “perseguitato politico”.

Marcello Sorgi osserva come questa sentenza chiuda ufficialmente la stagione della Seconda Repubblica, così come il ventennio del braccio di ferro tra politica e magistratura e ritiene improbabile una resurrezione di Berlusconi. “Nel giro di tre mesi Berlusconi sarà condannato a una ventina d’anni, tra i vari processi: dobbiamo prenderne atto”, è la previsione.

Ma Nitto Palma insiste: “Non c’è nessun elemento che possa confermare il fatto che Berlusconi sia responsabile di quanto ha stabilito l’accusa: è un quadro avvilente”.

Daniela Santanchè esordisce con una sola parola: “Vergogna”. Riferisce di aver parlato al telefono con un Berlusconi sereno: “Ancora una volta mi ha stupito: lui ha la forza della verità, sa che gli italiani sono con lui. Oggi si è voluto processare uno stile di vita”. Perché ha scelto di essere in aula? “Volevo vedere il volto delle donne che lo hanno condannato: è stata una sentenza politica, un processo che non doveva mai essere celebrato”, insiste, parlando di “momento drammatico” per il Paese: “I giudici non pagano mai quando sbagliano, chi ci risarcirà”, conclude, lanciandosi nell’ennesimo attacco alla magistratura.