Candela, foto e chat a luci rosse su Telegram: accuse al prete

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 novembre 2018 9:26 | Ultimo aggiornamento: 28 novembre 2018 9:26
candela prete

Candela, le foto a luci rosse del prete finiscono su Telegram

FOGGIA – Una storia sulla bocca di tutti a Candela, comune italiano di quasi duemila abitanti della provincia di Foggia, in Puglia. I fatti risalgono a luglio scorso, quando sugli smartphone di molti abitanti del paese sono arrivate foto decisamente spinte ritraenti. I giornali locali (Foggia Today su tutti) riferirono che nelle foto c’era un personaggio molto noto nella piccola comunità: il parroco del paese.

Ci sarebbero foto, raccontano in paese (e lo ha detto alle telecamere di Pomeriggio 5 anche un ex seminarista), di un uomo nudo e sorridente nel bagno della canonica. E ciò che aveva creato ancor più scandalo è il fatto che le stesse foto sarebbero state reperibili anche in una chat privata di Telegram, nell’ambito di una ”conversazione dal sapore erotico”, scriveva Foggia Today che aveva dato la notizia quando tutto era iniziato.

Francesco Mangiacapra, escort e autore di un dossier consegnato al Vaticano sui rapporti omosessuali che si consumerebbero all’interno della Chiesa, era intervenuto sul caso, tirando in ballo le chat intercorse tra alcuni seminaristi e il parroco accusato.

”Avevo letto il nome di questo sacerdote in una conversazione tra un prete del mio dossier e un seminarista che erano soliti organizzare tra chierici delle orge itineranti ma, avendo avuto contatti diretti solo con questi ultimi e non con il parroco in questione, non mi ero sentito di coinvolgerlo. Quando è scoppiato lo scandalo sono venuto in possesso di ulteriori informazioni, anche da persone interne alla Chiesa”, aveva detto intervistato a Foggia Today.

Il dossier è finito sul tavolo del vescovo e il prete è stato rimosso e sostituito. “Don Michele De Nittis non è più parroco di Candela dal 29 luglio, da quella data è partito l’iter di un procedimento canonico, che si è concluso da poco. La giusta tutela della sua fama mi porta a fermarmi qui e a chiedervi di pregare per lui, perché in questo periodo della sua vita possa fare un cammino spirituale intenso”, aveva detto monsignor Luigi Renna, vescovo di Cerignola.

Il caso del prete è quindi tornato in televisione, a Pomeriggio Cinque.

In onda è stata mandata la ricostruzione delle chat e di messaggi su presunti incontri omosessuali. ”Com’è? Bello?”, si legge in uno degli sms riferiti a un trentenne coinvolto nei festini. ”Sì ed è soprattutto attivo”, la risposta circa le abitudini sessuali del ragazzo in questione.

”Quello che voglio che si sappia è che il paese non c’entra nulla in questa storia. Io non ho mai partecipato a questi festini, conoscevo don Michele, ma avevamo diverbi su questioni liturgiche”, spiega il testimone. E nel frattempo si indaga sull’accaduto.