Candida auris, allarme per il fungo resistente ai farmaci: cos’è e quali sintomi provoca

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 8 aprile 2019 18:26 | Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2019 18:41
Candida auris, cos'è e sintomi dell'infezione da fungo resistente ai farmaci

Candida auris, allarme per il fungo resistente ai farmaci: cos’è e quali sintomi provoca

ROMA – La Candida auris è un fungo che può provocare una infezione resistente ai farmaci, in grado di provocare la morte in 90 giorni. L’allerta per il fungo, scoperto nel 2009 nell’orecchio di una paziente in Giappone, arriva dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC) degli Stati Uniti dopo un articolo pubblicato sulla rivista New York Times. La Candida auris, spiegano gli esperti del Cdc, è resistente agli antibiotici e in appena tre mesi può portare alla morte di chi contrae l’infezione, che può essere scambiata per una banale influenza.

Si tratta di una specie di fungo detto “lievitiforme” che è stato descritto per la prima volta nel 2009, dopo essere stato osservato nell’orecchio di una paziente in un ospedale geriatrico giapponese. Il suo nome “auris” deriva proprio dal latino “orecchio”, la parte del corpo in cui l’infezione, detta candidosi, è stata scoperta. I sintomi della candidosi, sono generici: febbre, dolori e stanchezza. Per questo motivo possono essere scambiati per una influenza, ma quando una persona con un sistema immunitario indebolito viene infettata il fungo può risultare fatale. L’infezione può essere facilmente contratta negli ambienti ospedalieri, dato che il fungo è difficile da eradicare dall’ambiente.

Negli Stati Uniti, da cui l’allarme è partito, oltre il 90% delle infezioni da Candida auris si sono rivelate resistenti ad almeno un farmaco e la metà dei pazienti che si ammala muore entro 90 giorni. I casi segnalati di persone che hanno contratto la Candida auris sono stati 587 casi, di cui 309 a New York. 

Nell’articolo pubblicato dal New York Times, si legge che il fungo, che attacca le persone con un sistema immunitario indebolito, si sta diffondendo nel mondo. Negli ultimi 5 anni altri casi sono stati segnalati in un reparto neonatale in Venezuela, un ospedale in Spagna e costretto un prestigioso centro medico britannico a chiudere la sua unità di terapia intensiva, radicandosi anche in India, Pakistan e Sud Africa.

Nel 2018, il caso di un anziano ricoverato al Mount Sinai Hospital di New York ha attirato l’attenzione del Cdc. Dopo il decesso del paziente al Mount Sinai Hospital, i test dimostrarono che il fungo era presente in tutta la stanza, tanto che l’ospedale si dotò di speciali attrezzature per pulire la camera e fu costretto anche a staccare parte delle mattonelle di soffitto e pavimento per eradicarlo. Il dirigente dell’ospedale newyorkese, dottor Scott Lorin, ha spiegato al New York Times: “Il fungo era ovunque: sulle pareti, sul letto, sulle porte, sulle tende, i telefoni, il lavandino, ovunque. Il materasso, le rotaie del letto, il soffitto, tutto nella stanza era risultato positivo al fungo”.

Nell’ultimo anno, le infezione da Candida auris sono state segnalate anche in New Jersey e Illinois. Per questo motivo il Cdc lo ha aggiunto alla lista delle “minacce urgenti”. Un emergenza che viene dal fatto che la Candida auris è resistente ai principali farmaci antimicotici e per Matthew Fisher, professore di epidemiologia dei funghi all’Imperial College di Londra, e co-autore di una recente rassegna scientifica sull’aumento dei funghi resistenti, si tratta di un “problema enorme”: “L’unica possibilità è tentare di trattare quei pazienti con antimicotici”.