Cda Rai: niente nomine. Pdl e Lega fanno saltare il voto

Pubblicato il 26 Giugno 2012 13:57 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2012 16:03

ROMA – Martedì 26 giugno alle 14:30 non c’è stato nessun voto per il Cda Rai. Pdl e Lega si sono assentati, facendo saltare il numero legale. La Commissione di Vigilanza Rai ha dovuto rinviare il voto. La richiesta di rinvio era giunta lunedì da Paolo Romani, Pdl, che ha chiesto a Sergio Zavoli uno slittamento “per la contemporaneità di diverse riunioni, tra cui, l’ufficio di presidenza per noi alle 17”. Così a mezzogiorno i gruppi Pdl di Camera e Senato, in gran seduta con Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, hanno analizzato i propri malumori.

Per il numero legale erano necessarie 21 presenze su 40 membri della Commissione. Si sono presentati in 18: tutti gli 11 membri del Pd e i 5 del Terzo Polo, più il capogruppo Idv Pancho Pardi, che non ha votato, e il radicale Marco Beltrandi, che non ha ritirato la scheda. Assente il secondo membro dell’Idv, Nello Formisano. Il leader Idv Antonio Di Pietro aveva invitato i suoi a non votare, suscitando alcuni distinguo all’interno del partito. Si è visto anche Luciano Sardelli del gruppo misto, ma non ha votato.  Il giorno della nuova convocazione della seduta non è stato ancora deciso.

Pare che il Pdl sia ancora irritato col premier Mario Monti per aver indicato anche il nome del direttore generale, Luigi Gubitosi. Perciò, considerando anche i tempi dell’attesissimo vertice europeo, è probabile che si slitti alla settimana prossima. Ma il rinvio blocca anche la Rai nei suoi proggetti per il futuro. Già in aprile, l’attuale dg Lorenza Lei ha dovuto mettere a punto una manovra con 50 milioni di tagli entro il 2012.

La pubblicità è in calo: la Sipra, la concessionaria della Tv pubblica, aveva chiuso il primo trimestre con un secco -50 milioni rispetto alle previsioni ottimistiche di dicembre, che prevedevano un miliardo di entrate. Allo scadere del secondo trimestre la pubblicità sta ulteriormente calando.

Il nuovo Cda dovrà poi, per forza di cose, fare i conti con tagli e contenimento delle spese, per almeno 40 milioni di euro. La presentazione dei nuovi palinsesti autunno 2012-inverno 2013 non avrebbe fatto registrare significative inversioni di rotta.

Monti ha ricevuto lunedì una “visita di presentazione e di cortesia” dei suoi nominati, cioè dei futuri presidente Anna Maria Tarantola e dg Luigi Gubitosi. L’incontro serviva a sottolineare che è del tutto impensabile qualsiasi sostituzione. I candidati della presidenza del consiglio restano quelli. Ma per eleggerli occorre avere il nuovo Cda.

E per quello c’è ancora da aspettare. Già lunedì il Pd aveva attaccato il Pdl sull’assenza di oggi. Vincenzo Vita aveva detto: “In quel caso si assumerà una responsabilità gravissima. Non si può lasciare il servizio pubblico senza un gruppo dirigente per un tempo tanto lungo”. Di irresponsabilità ha parlato anche Enzo Carra, dell’Udc. La lega ha ribadito che non voterà un proprio candidato.