Che tempo che fa, Burioni: “Infettare volontari per testare il vaccino”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Aprile 2020 11:43 | Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2020 11:43
Burioni, Che tempo che fa

Che tempo che fa, Burioni: “Infettare volontari per testare il vaccino”

ROMA – Roberto Burioni, ospite di Che tempo che fa, parla di vaccino, di sperimentazioni e di volontari:

“Si sta cominciando a parlare della possibilità di sperimentare il vaccino su dei volontari. In altre parole: si prendono delle persone giovani, delle persone che non dovrebbero avere un grande danno dall’infezione, si vaccino e poi si provano a infettare. Se questo venisse eticamente accettato noi potremmo ridurre quell’anno a veramente pochi mesi”.

Parole, quelle di Burioni, che ovviamente hanno fatto un po’ discutere sui social tra complottisti, no Vax, anti scienza e soci. Ricordiamo: Burioni ha parlato di possibilità. Ricordiamo: il vaccino ci serve. A tutti. Ricordiamo: la scienza ha bisogno di test (e questo avviene da qualche secolo) per progredire e andare avanti. 

C’è, altrimenti, sempre l’opzione B: provare con la magia.

Capitolo… speranze.

“C’è una speranza, che questo virus si trasmetta meno con climi più miti. Non sappiamo se sia così, se fosse così il contagio si attenuerebbe nei prossimi mesi. Ma, c’è un ma, dobbiamo stare pronti: potrebbe tornare in autunno”

E ancora:

“Siamo stati bravi – dice Burioni – Gli italiani sono stati in casa, i risultati sono molto positivi. Diminuiscono gli ingressi in ospedale e in terapia intensiva, stiamo uscendo dall’emergenza che ci ha fatto tremare i polsi. Non dobbiamo mollare, non possiamo dare esatte”.

Capitolo contagiosità.

“Stiamo imparando che la contagiosità è molto superiore a quella che pensavamo, gran parte dei contagi vengono da persone con sintomi insignificanti. Tutti dobbiamo considerarci malati, tutti potremmo essere infettivi: quando usciamo, tutti dovremmo portare le mascherine”.

“Dal momento in cui si viene infettati al momento in cui si manifestano i sintomi, passano 6-7 giorni solitamente. Però sappiamo che nei 3 giorni precedenti alla comparsa dei sintomi, la persona è contagiosa. Ci serve una grandissima quantità di test, ci serve la possibilità di tracciare e isolare i soggetti contagiosi”.

Fonte: Che tempo che fa.