Chernobyl, uno dei sommozzatori eroi: “Eseguimmo gli ordini senza sapere i rischi”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 20 Giugno 2019 7:04 | Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2019 19:35
Chernobyl, uno dei sommozzatori eroi: "Eseguimmo gli ordini senza sapere i rischi"

Chernobyl, uno dei sommozzatori eroi: “Eseguimmo gli ordini senza sapere i rischi”

KIEV – Realtà e finzione nella serie tv “Chernobyl“: nel primo episodio, Oleksiy Ananenko è uno dei tre ingegneri, coraggiosi volontari che mettono a rischio la propria vita per evitare il disastro nucleare. Nella serie, Ananenko, ora 59enne, drena l’acqua radiottiva dal reattore con Borys Baranov e Valery Bespalov: il coraggio dei tre ingegneri è uno dei momenti più drammatici e avvincenti. I funzionari, sempre nella serie, parlano ai dipendenti dell’imminente pericolo di una seconda esplosione e i tre uomini si offrono volontari per la missione così da evitare “milioni” di morti.

Ma nella realtà Ananenko, che ora vive in un modesto appartamento con una camera da letto alla periferia di Kiev, insiste che ciò che ha fatto non ha nulla di eroico. Erano gli operatori della centrale responsabili di quel settore dell’impianto, in turno al momento del disastro e non hanno fatto altro che eseguire l’ordine ricevuto telefonicamente da un superiore senza essere informati sui rischi. 

Ananenko aggiunge che erano protetti solo da mute subacquee e agirono con la testa scoperta: con l’aiuto di torce sono riusciti a trovare nel buio le serrature del serbatoio e l’hanno aperte velocemente. “Ho sentito immediatamente un rumore, il segnale che l’acqua si stava prosciugando. È stato sorprendente”. 

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Guardando l’episodio della serie tv ha rilevato alcune inesattezze: non avevano le bombole a ossigeno e camminavano più veloci perché “muovendoci lentamente, avremmo assorbito una dose maggiore di radiazioni”. Nonostante avesse portato con sé due dosimetri, Ananenko ha detto di non ricordare la quantità esatta di radiazioni assorbita dal suo corpo e “ciò significa che non era molto alta”.

Nella realtà i tre ingegneri, noti come “sommozzatori di Chernobyl” non sono morti pochi giorni dopo la missione a seguito delle radiazioni: Borys Baranov è mancato nel 2005, mentre Valery Bespalov e Oleksiy Ananenko sono ancora vivi e abitano entrambi a Kiev. (Fonte: Daily Mail)