Ciao Darwin, Paolo Bonolis denunciato: “Iguane maltrattate nell’ultima puntata”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 aprile 2019 10:04 | Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2019 10:04
Ciao Darwin, Paolo Bonolis denunciato: "Iguane maltrattate nell'ultima puntata" (foto Ansa)

Ciao Darwin, Paolo Bonolis denunciato: “Iguane maltrattate nell’ultima puntata” (foto Ansa)

ROMA – Paolo Bonolis, dopo l’ultima puntata di “Ciao Darwin”, è stato denunciato dal Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali per maltrattamento di animali. Nell’ultima puntata, accusa il “NOITA”, durante una sfida tra “Giuliette” e “Messaline” la prova di coraggio prevedeva l’ingresso delle due concorrenti in una teca con alcune iguane.

Ecco la nota pubblicata su Facebook dal “NOITA”:

“Abbiamo denunciato alla Questura di Trapani il Sig. Paolo Bonolis per maltrattamento di animali, detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e promozione di spettacoli che provocano strazio agli animali”.

“I fatti – si legge – riguardano il programma televisivo “Ciao Darwin” ove si contrappongono fra loro due squadre, che dovrebbero sfidarsi in “giochi” di abilità – quantomeno presunta – e nell’ambito dei quali si inserisce ormai sistematicamente il ricordo ad animali vivi, utilizzati come mezzo di divertimento del pubblico e quindi come oggetti da piegare ad esigenze televisive”.

“Inoltre – continua –  la condotta del conduttore Bonolis e di chiunque abbia con lui concorso o cooperato nei reati denunciati, viola le linee guida formulate dalla ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) per il corretto inserimento degli animali in televisione, visto che nel presente caso i poveri animali vengono utilizzati come oggetti per spaventare i concorrenti, in un “gioco”, se così può chiamarsi, barbaro, e senza alcun rispetto della logica della promozione del rispetto degli animali e della sensibilizzazione alla conoscenza delle specie, ed anzi contravvenendosi al divieto (sempre ivi incluso) di fare un uso in tv di animali che li sottoponga a stress o che neghi la loro dignità”.