Il Collegio 3: gli studenti recitano o no?

di Gianluca Pace
Pubblicato il 27 febbraio 2019 12:06 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2019 12:06
Il Collegio 3: gli studenti recitano o no?

Il Collegio 3: gli studenti recitano o no?

ROMA – “Il Collegio”, arrivato quest’anno alla terza edizione, è un reality basato sul format britannico “That’ll Teach ‘em” di “Channel 4”. Nel programma – che va in onda su “Rai Due” di martedì – diciotto adolescenti tra i 13 e i 17 anni devono studiare per quattro settimane in un collegio in stile anni ’60 per conseguire il diploma di licenza media dell’epoca.

Gli studenti, con tanto di divisa, devono anche sottostare alle rigide regole dell’epoca. Diverse le punizioni per chi disubbidisce: si va dai compiti extra per casa fino all’espulsione. La prima stagione è stata ambientata nel 1960, la seconda nel 1961, la terza, iniziata il 12 febbraio, nel 1968.

La terza stagione del “Collegio” andrà in onda fino al 12 marzo. 

Questo l’elenco degli studenti della terza stagione: Alice Carbotti, Beatrice Cossu, Cora Fazzini, Nicole Rossi, Noemi Ortona, Elia Libero Gumiero, Esteban Frigerio, Evan Nestola, Francesco Michael Gambuzza, Gabriele De Chiara, Marilù Fazzini, Ginevra Pirola, Giulia Mannucci, Jennifer Poni, Matias Caviglia, Riccardo Tosi, William Carrozzo e Youssef Komeiha.

Questo l’elenco dei professori: Paolo Bosisio (Preside), Andrea Maggi (Italiano ed Educazione Civica), David Wayne Callahan (Inglese), Diana Cavagnaro (Educazione musicale), Alessandro Carnevale (Arte), Lucia Gravante (Sorvegliante), Piero Maggiò (Sorvegliante), Maria Rosa Petolicchio (Matematica e Scienze), Luca Raina (Storia e Geografia) e Dario Cipani (Educazione fisica).

Ma gli studenti recitano o no? Questa è una delle domande ricorrenti intorno al reality. 

“Non c’è assolutamente niente di fiction – ha spiegato l’autore del programma, Luca Busso, a TvBlog – Non lo dico per nascondere qualcosa, ma perché è realmente così. Anche a me ogni tanto il programma appare come finto o forzato, ma posso assicurarvi che non è così. Ovvio, noi facciamo gli autori e lavoriamo affinché le cose succedano, ma non stabiliamo niente a tavolino né indirizziamo i ragazzi su cosa dire o fare. La cosa bella di questo programma è che tutto è imprevedibile”.

“Noi – spiega – guidiamo il cast del professori, ma in un certo senso anche quello va da solo perché composto da persone che fanno i professori anche nella vita. Loro sanno benissimo che il nostro obiettivo è raccontare un collegio del ’68, quindi molto rigido e spesso cattivo. Certe volte però si incazzano davvero (ride, ndr)”.

Fonti: Rai, TvBlog.