Concerto del Primo Maggio con Ambra e Lodo Guenzi. E lei indossa un maglione con le sigle dei sindacati

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 maggio 2019 16:11 | Ultimo aggiornamento: 1 maggio 2019 20:52
Concerto del Primo Maggio con Ambra e Lodo Guenzi. E lei indossa un maglione con le sigle dei sindacati

Concerto del Primo Maggio con Ambra e Lodo Guenzi. E lei indossa un maglione con le sigle dei sindacati (Foto Ansa)

ROMA – E’ iniziato sulle note di Franco Battiato e del suo Centro di gravità permanente mixato con Bella ciao il Concerto del Primo Maggio di piazza San Giovanni in Laterano a Roma. Come l’anno scorso, anche quest’edizione 2019 è condotta da Ambra Angiolini e Lodo Guenzi de Lo Stato sociale. 

“Ricordiamoci il motivo per cui siamo qui: diritti, lavoro, la nostra Europa, la sicurezza sul lavoro”, ha esordito l’ex ragazza di Non è la Rai, che dopo le polemiche per il maglione griffato dell’anno scorso quest’anno ha indossato una maglia con le scritte dei tre sindacati promotori dell’evento: Cgil, Cisl, Uil. E Guenzi ha aggiunto: “Qui c’è la musica che adesso riempie le classifiche e i palasport, la nuova musica popolare italiana”.

Sul palco si sono esibiti i Pinguini nucleari, gli Ex Otago, e Ambra ha avvertito il pubblico, in piazza e a casa: “Ascoltiamo i testi perché le parole sono importanti, sentiamoci una cosa sola”.

Poco dopo la stessa attrice ha aggiunto: “Affronteremo temi di ogni tipo oggi insieme a voi. Sono sicura che condividerete quasi tutto quello che verrà detto su questo palco. Però non cercate le risposte da questo palco ma le domande e aiutateci a trovare le soluzioni. Questo ci tenevo a precisarlo”.

Un lungo applauso si è alzato da piazza San Giovanni quando Lodo Guenzi ha letto la lista dei morti sul lavoro nell’ultimo anno. “Vorremmo non leggerla più – ha aggiunto Ambra -. Il lavoro è un diritto, ma la vita lo è ancora di più. Vogliamo ricordare anche tutti i nomi dei senza nomi che si aggiungono a questa lista. E’ una grande vergogna, fa male a prescindere. Fosse anche solo uno il nome, sarebbe comunque il fallimento di tutti”. (Fonte: RaiTre)

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