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Congiura delle polveri dopo Trono di spade, Kit Harington divide gli inglesi

LONDRA – La Congiura delle polveri, o Congiura dei Gesuiti (in inglese: The Gunpowder Plot, oppure Jesuit Treason) e gli orrori della repressione che seguì il suo fallimento sono fatti rivivere da una mini serie della Bbc, la tv di Stato inglese. La polemica divampa feroce sulla stampa di destra. La puntata finale andrà in onda il 5 novembre, data fissata per la attuazione del fallito golpe, nel 1605.

Il complotto era stato progettato da un gruppo di cattolici inglesi a danno del re protestante Giacomo I d’Inghilterra, succeduto al trono che fu di Elisabetta I. Protagonista è Kit Harington, da 7 anni sempre più popolare fra le crescenti schiere di fan del Trono di Spade (Game Of Thrones). Copre la parte di Robert Catesby, l’estremista cattolico che organizzò la congiura (anche se la tradizione ne attribuì il ruolo principale a Guy Fawkers). Per un gioco della sorte, Harington discende alla lontana da Robert Catesby.

La memoria della congiura continua a tormentare gli inglesi. La spaccatura fra cattolici e protestanti, aperta da Enrico VIII, continua a dividerli. Lapidi ricordano i protestanti bruciati vivi sulla piazza di Smithfield per ordine di Maria Tudor, lapidi ricordano i sacerdoti cattolici bruciati vivi all’estremo della Cornovaglia.

Sono passati più di quattro secoli ma la memoria brucia ancora. Solo alla fine dell’800 i cattolici si sono visti riconoscere dagli inglesi pieni diritti civili. Sullo sfondo più immediato, la quasi schiavitù degli irlandesi, alla base delle recenti violenze che hanno caratterizzato il ‘900 in Irlanda del Nord e che sono culminate in un quarto di secolo di assassini e repressioni, a partire dalla domenica maledetta di Londonderry (ricordata dagli U2 in “Sunday Bloody Sunday”) Terminò con l’accordo del Venerdì Santo del 1998, grazie alla mediazione di Bill Clinton e ai soldi americani.

La crudezza delle immagini e la posizione pro cattolica del copione hanno scatenato gli inglesi più conservatori. “Gunpowder, –  ha scritto Christopher Stevens sul Daily Mail,

“nella prima puntata ha mostrato scene violente di esecuzioni mai viste prima in tv nella fascia primetime. La miniserie della BBC1 non è tanto brutale quanto psicotica nella sua ricerca di verità storica. L’attrice Sian Webber è stata spogliata nuda e schiacciata a morte sotto pesi di ferro su un pubblico patibolo, una punizione del XVII nota come “pressatura”. Il suo unico crimine era la religione, il cattolicesimo. Un giovane sacerdote è stato impiccato, annegato e squartato: si è visto macellato con un’ascia, prima che la testa fosse immersa nel catrame e fatta vedere su una picca. Molti spettatori saranno trasaliti”.

Prosegue Stevens:

“Può sembrare difficile capire la necessità di questa sequenza di ben nove minuti, finché non ci si accorge che lo scrittore Ronan Bennett, irlandese del Nord, ex militante IRA, sbattuto erroneamente in prigione per l’omicidio di un poliziotto nel corso di una rapina in una banca. Descrivendo la politica di Bennett, il rispettato gigante radiofonico statunitense NPR, dice del suo lavoro:”La lotta lunga secoli dell’Irlanda contro il governo britannico è sempre lì, sottintesa”. I terroristi protestanti del re sono lo Stato inglese oppressivo, mentre i cospiratori della congiura delle polveri, guidati da Robert Catesby (Kit Harington di Game Of Thrones) sono i repubblicani che combattono per la libertà. Paralellismo dell’IRA a parte, la serie tv vanta un bel cast. Mark Gatiss, che mastica le vocali come un Winston Churchill cattivo, è lo spymaster Robert Cecil, che ebbe un ruolo primario nell’organizzazione”.

“La storia narra che Cecil era gobbo e quasi un nano; Gatiss trasmette la sensazione che abbia il collo spezzato; Peter Mullan, che di solito ha un ruolo da gangster, è un sacerdote santo mentre Derek Riddell interpreta re Giacomo I, lezioso con i suoi favoriti e si muove come un’anatra con le zampe palmate.

“Altre note star sono Liv Tyler, Daniel West, Shaun Dooley, Kevin Eldon e Robert Emms. Negli ultimi secondi della prima puntata, una sgradevole canaglia esce dall’ombra e si presenta come Guy Fawkes (Tom Cullen). In questa miniserie di tre puntate, nell’ultima si capisce più del suo personaggio. La sua prima azione è stata quella di affondare la lama di un coltello tra le costole di una spia. La violenza è un aspetto necessario in qualsiasi dramma che si svolga nel periodo Tudor o Stuart, ed è stato così anche per Shakeaspeare nelle sue sanguinose tragedie come Amleto e Tito Andronico”.

“Anche nella serie tv Wolf Hall, del 2015 e sempre della BBC, ambientata nel regno di Enrico VIII, ci sono momenti di vero orrore, come quando viene decapitata Anna Bolena. Si sente la mannaia mentre la colpisce ma non si vede tuttavia il sangue. L’estrema violenza di Gunpowder è del tutto inopportuna, poiché arriva dopo una scena raggelante di tensione: le truppe del re fanno irruzione in una casa di campagna dove si celebra una messa e cercano nelle stanze, finché scoprono un prete nascosto in una cassapanca. Altri due sacerdoti, intanto, tremano in silenzio dietro una parete segreta”.

L’atteggiamento del Guardian, che è di sinistra.

Rebecca Nicholson del Guardian, quotidiano britannico di sinistra, ha intervistato Kit Harington. L’attore sta vivendo una vita molto diversa da quando aveva 19 anni:

“Poco dopo aver lasciato la scuola di recitazione, aveva firmato per il pilot della serie Il Trono di Spade, nel ruolo del giovane Jon Snow. Era la prima interpretazione sullo schermo. “Non sapevamo se sarebbe andato bene”, spiega “Ma era HBO, una tv americana e mi sembrava un’occasione importante”. Il ruolo nel Trono di Spade non era tuttavia promettente e il pilot si è rivelato un vero disastro. “Hanno commesso molti errori. Qualcosa non quadrava, non c’entrava nulla”. Nel pilot, il nascente Jon Snow indossava una parrucca, era rasato e veniva utilizzato il volto fanciullesco che Harington nasconde sotto la barba.

L’attore sostiene che quasi nessuno ha visto quel pilot, compreso lui, ma che i creatori della serie, DB Weiss e David Benioff, ne hanno una copia per tenerlo in riga. “Dicono che, se li faccio incazzare, lo posteranno su YouTube. Ogni tanto come minaccia mi mandano una foto del video”. Weiss e Benioff modificarono il personaggio: Harington, allora aveva 23 anni, i capelli lunghi, mise un po’ di fango sul viso e per la prima volta aveva la barba. Alla fine della prima stagione, milioni di spettatori improvvisamente scoprirono che una volta aggiunto al mix un po’ di sesso e violenza, dopo tutto potevano anche seguire una serie fantasy, con spade e incantesimi.

Game Of Thrones è diventato un colosso, Snow è stato incastrato nel cuore della storia. Harington ora sta per girare l’ottava e ultima stagione della serie. Come si sentirà Snow quando scoprirà che Daenerys Targaryen, la donna che ama, è anche sua zia? E’ vicino a Emily Clarke, che interpreta Daenerys, anche se i due non hanno girato insieme fino alla settima stagione. “Ma siamo stati molto bravi quando c’è stata la scena di sesso”, ride Harington. “Il che è strano. Entrambi cercavamo di non ridere. Era come, OK, se continuiamo a ridere non gireremo mai questa scena”. Per ragioni sia personali che professionali, Harington pensa che lo spettacolo finisca nel momento giusto. È uno dei pochi attori del cast a essere arrivato fino a questo punto anche se ha dovuto negoziare una morte e una resurrezione.

“Non avrei voluto continuare per un altro anno, ma se avessi chiuso lo scorso anno, non sarebbe vissuto abbastanza a lungo. Forse l’anno più speciale è stato il primo. Per strada non ci riconoscevano, non sapevamo cosa stavamo facendo, ci siamo divertiti molto”. La Thronesmania, riconosce l’attore, è “bizzarra e imbarazzante”.

“Come ad esempio trovarsi in Spagna e vedere una folla di 500-600 fans che si accampano ogni giorno fuori dall’albergo e devi affrontarli. Sembra di essere Bieber o qualcosa del genere”. “Mi fa andare di fretta, mi mette a disagio e sembro una persona scontrosa”. E’ ingiusto nei confronti dei suoi fan ma il problema principale sono i selfies o come dice lui, “la cosa delle foto”.

Ora ha deciso che in alcuni giorni non fa foto con le persone. Dà una spiegazione cortese per il rifiuto ma “è necessario altrimenti inizi a sentirti come un manichino. Soprattutto con Rose non facciamo foto insieme perché ci farebbe sentire dei burattini”. Rose è Rose Leslie, Ygritte nel Trono di Spade dal 2012 al 2014 e oltre alla storia fittizia sul set, vivono realmente una relazione d’amore. Ma Harington al Guardian parla anche di Gunpowder, in cui interpreta Robert Catesby, l’ideatore della congiura cattolica per eliminare il re e far esplodere la Camera dei Lord il 5 novembre 1605. Il secondo cognome di Harington è Catesby; è il cognome della madre e Robert era un antenato.

“È sempre stato parte di una curiosità di famiglia”. Nel 2014, Harington disse al suo agente che, smesso di interpretare Snow, avrebbe “potuto tagliare i capelli ma ciò non significa smettere di interpretare ruoli in cui usa la spada e va a cavallo”. Harington è cresciuto a Acton, a ovest di Londra, e ha un fratello maggiore, che lavora nel settore informatico. La madre Deborah è un drammaturgo; suo padre, Sir David Harington, un uomo d’affari. Si trasferirono a Worcestershire quando Harington aveva 11 anni. Harington, il cui padre è baronetto, non discende solo da Robert Catesby ma anche da Carlo II e da John Harington, che ha inventato il primo water con risciacquo per Elisabetta I. “La storia di una famiglia è importante e sono molto orgoglioso della mia storia familiare ma non dice proprio chi sono”, sostiene l’attore e, in verità, è un modo gentile per dire a degli sconosciuti che non è così snob come pensavano.

 

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