Coronavirus, Barbara d’Urso in lacrime a Pomeriggio 5 dopo aver letto una poesia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Marzo 2020 20:08 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2020 20:11
Coronavirus, Barbara d'Urso in lacrime a Pomeriggio 5 dopo aver letto una poesia

Coronavirus, Barbara d’Urso in lacrime a Pomeriggio 5 dopo aver letto una poesia

ROMA – Barbara d’Urso si è commossa in diretta durante Pomeriggio 5, leggendo una poesia dedicata al delicato momento che sta vivendo l’Italia.

“Vorrei condividere con voi – ha detto la conduttrice – queste parole che girano sui social e su WhatsApp, parole di speranza. Ringrazio chiunque le abbia scritte”. E leggendo l’ultima parte della poesia è scoppiata in lacrime.

Già nella serata di ieri la d’Urso aveva confessato di aver pianto durante l’ultima conferenza stampa in diretta del premier Giuseppe Conte, che ha ulteriormente ampliato le restrizioni in Italia causa Coronavirus.

“Sto piangendo… forte… sì, anche io. Piango… ma ce la faremo… insieme… uniti… tutti… e tutto andrà bene” aveva fatto sapere su Instagram.

Questo il testo della poesia letta a Pomeriggio 5.

VIVA LA PRIMAVERA, VIVA LA VITA

Era l’11 marzo del 2020, le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più.
Ma la primavera non sapeva nulla.
Ed i fiori iniziavano a sbocciare,e il sole a splendere, e tornavano le rondini.
Diventava buio sempre più tardi e la mattina le luci entravano presto dalle finestre socchiuse.
Era l’11 marzo 2020 e i ragazzi studiavano sui pc da casa.
Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa.
Dopo poco chiusero tutto, anche gli uffici.
L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali e la gente si ammalava.
Era l’11 marzo del 2020 e tutti furono messi in quarantena obbligatoria: i nonni, le famiglie e anche i giovani.
Allora la paura diventò reale, e le giornate sembravano tutte uguali.
Ma la primavera non lo sapeva e le rose tornarono a fiorire.
Ci fu chi diventò dottore per aiutare chiunque un domani ne avesse avuto bisogno.
Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri, l’anno in cui il mondo sembrò fermarsi e l’economia andare a picco.
Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti.
E poi arrivò il giorno della liberazione.
Eravamo alla tv e il primo ministro disse a reti unificate che l’emergenza era finita e che il virus aveva perso…
Che gli italiani tutti insieme avevano vinto.
E allora uscimmo per strada
Con le lacrime agli occhi
Senza mascherine e guanti
Abbracciando il nostro vicino
Come fosse nostro fratello.
E fu allora che arrivò l’estate, perché la primavera non lo sapeva e aveva continuato ad esserci…
Nonostante tutto
Nonostante il virus
Nonostante la paura
Nonostante la morte.
Perché la primavera non lo sapeva
Ed insegnò a tutti
La forza della vita.

(fonte POMERIGGIO 5)

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