Coronavirus, i figli delle vittime in Rsa a Chi l’ha visto?: “Nella bara di mia madre c’era un’altra persona”

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Aprile 2020 14:43 | Ultimo aggiornamento: 16 Aprile 2020 14:43
Vecchi vivrete di più (forse), con la cura intensiva di ossigeno, ringiovanite di 25 anni. Scienziati israeliani hanno invertito il processo di invecchiamento 

Israele, ricercatori per la prima volta invertono il processo biologico dell’invecchiamento cellulare negli esseri umani (foto d’archivio Ansa)

ROMA – “Nella bara di mia madre c’è un’altra persona”. E’ una delle testimonianze strazianti raccolte da Chi l’ha visto? dei familiari delle vittime del coronavirus, decedute negli ospedali o nelle case di riposo, dove è in corso una vera e propria strage di nonni. Anziani spesso deceduti in solitudine senza poter ricevere una visita o un’ultima parola di conforto dai propri cari. 

Ai microfoni di Chi l’ha visto? una donna racconta che il padre era ricoverato nella clinica San Raffaele a Rocca di Papa in stanza con un altro paziente sintomatico. Dopo aver fatto presente il rischio alla struttura, le avrebbero risposto: “Non posso mettere in isolamento tutti i pazienti con febbre e tosse”.

“Quando ho saputo dei 119 tamponi al San Raffaele ho chiesto l’isolamento della struttura e sono stata diffidata”, riferisce invece il vicesindaco di Rocca di Papa.

Un’altra donna che ha perso la madre a causa del coronavirus e non l’ha più vista dopo il ricovero, racconta: “Abbiamo ricevuto solo la bara con il certificato di morte. Non sapere chi c’è in quella bara è peggio”. 

Un dramma comune anche ad un’altra figlia: “Dopo la morte di mia madre e la consegna della bara mi hanno chiamato dicendo che c’era stato un disguido e che il suo corpo era ancora in camera mortuaria”. Quindi l’appello: “Chiediamo giustizia per queste morti che si potevano evitare. Gli anziani non sono stati tutelati”. (Fonte: Chi l’ha visto?)