Crisanti: “L’ondata di decessi deve ancora arrivare. Lockdown? Si cercherà di scavallare il Natale ma…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Novembre 2020 15:32 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2020 15:32
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Crisanti: “L’ondata di decessi deve ancora arrivare. Lockdown? Si cercherà di scavallare il Natale ma…”

“Si cercherà di scavallare il Natale per fare il lockdown totale – dice Crisanti -. A meno che non attraversiamo una settimana con mille morti al giorno”.

Secondo il virologo Andrea Crisanti “siamo in una situazione molto simile a quella di inizio marzo”. Ospite di PiazzaPulita su La7, Crisanti ha aggiunto: “Ci sono delle piccole oscillazioni nella percentuale dei contagiati e quello che sembra è che in questo momento siamo in una situazione più o meno di stabilità, caratterizzata da un’ondata di contagiati davvero impressionanti”. A preoccuparlo però è “l’ondata dei decessi” che “deve ancora arrivare”. “I morti attuali sono causati da infezioni di 2-3 settimane fa” aggiunge.

Lockdown dopo Natale

“Un lockdown totale sarà inevitabile, perché con queste misure i casi non diminuiranno e il vaccino non verrà distribuito in quantità tale da avere un impatto nei prossimi mesi. Penso che in questo momento si cerchi di scavallare il Natale, poi ci sarà il lockdown totale, a meno che non avremo soltanto un migliaio di casi al giorno”.

“Tutto dipenderà dal numero di decessi. Se salirà ancora, non credo che potrà essere rimandato il lockdown. Se la situazione si mantiene a questi livelli, avremo un lockdown dopo Natale”.

Crisanti sul vaccino Pfizer

Perplessità invece sul vaccino Pfizer: “Questa notizia, vista da lontano, è bellissima, ma vista un po’ più da vicino, ha luci e ombre. Innanzitutto, da quello che ci dicono, il vaccino ha dimostrato di poter proteggere soltanto la fascia d’età tra i 18 e i 45 anni. Al momento non c’è evidenza che protegga le persone anziane. Inoltre, protegge contro la sintomatologia ma non sappiamo se le persone protette poi diventano portatori sani. Questo non è stato verificato. Non sappiamo se le persone sono protette dalla malattia, ma, ciò nonostante, si infettano in maniera più o meno transitoria, perché lo studio non è stato concepito per valutare questo aspetto”. (fonte LA7)