De Magistris: “App Immuni non l’ho scaricata, non la ritengo sicura”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Ottobre 2020 16:57 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2020 17:25
De Magistris app immuni

De Magistris: “App Immuni non l’ho scaricata, non la ritengo sicura”

“Non ho scaricato l’app Immuni. Non la ritengo efficace né sicura per la privacy”. Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, in diretta a La7 al programma Tagadà, critica l’app. E attacca Vincenzo De Luca.

“Non ho scaricato l’app Immuni perché non mi convince fino in fondo sul tema della privacy e dell’efficacia” ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a Tagadà su La7.

Il primo cittadino entra così a muso duro contro l’app varata dal governo per tracciare i contagi.

Non è la prima volta che de Magistris si dice “perplesso” sull’utilizzo dell’app Immuni.

“Se serve da un punto di vista della prevenzione, a monitorare i casi positivi o avere la mappatura sierologica, ha un senso”, aveva detto ad aprile ad Omnibus, sempre su La7.

“Ma se diventa il controllo dei movimenti degli italiani, da utilizzare magari per altro, senza sapere chi c’è dietro, allora un po’ di rischio lo vedo” aveva aggiunto.

L’attacco a De Luca

Il sindaco, nel corso di una intervista rilasciata sempre oggi a Radio Crc, ha anche sottolineato ancora una volta il suo malumore nei confronti di Vincenzo De Luca

”Io ho sempre detto alcune cose che non mi convincevano sulla politica sanitaria di De Luca ed evidentemente adesso sta venendo fuori la verità che fa male soprattutto per chi ha costruito un consenso politico sulla pandemia”.

“Un simile provvedimento – riferito al provvedimento con cui soltanto l’Unità di crisi regionale è demandata a fornire i dati epidemiologici – è grave in generale e lo è soprattutto di questi tempi perché se si vieta ai direttori di presidi ospedalieri, ai medici, agli infettivologi di parlare e poi a parlare sono quelli che ho ascoltato l’altro giorni in Comitato per l’Ordine e la sicurezza che si meravigliano del fatto che non arrivava l’Asl per tracciare i contatti dei positivi, allora ci dobbiamo affidare al segno della croce”, ha concluso. (fonte ANSA)