Domenica In, Jerry Calà e la dedica in diretta a Mara Venier

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Aprile 2020 15:42 | Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2020 15:42
Jerry Calà, Domenica In

Domenica In, Jerry Calà e la dedica in diretta a Mara Venier

ROMA – Intervistato da Mara Venier, ospite di Domenica In, Jerry Calà parla della sua quarantena:

“Ciao Mara, sono recluso, ma mi arrangio.

L’altro giorno – racconta l’attore ed ex marito proprio di Mara Venier – ho fatto il giro dell’isolato ed è stato come il primo uomo che è sbarcato sulla luna.

E’ stata una grande emozione, ma resistiamo”. 

Poi il comico e attore ironizza sulla crostata preparata in diretta da Iginio Massari:

“Ma un po’ di amuchina per igienizzare tutto?”. 

Alla fine poi Gerry Calà, chitarra in mano, dedica la canzone Gente come noi proprio a Mara Venier.

“Volevo cantarti la tua canzone preferita” dice Calà prima di cantare il brano di Ivana Spagna. (Fonte: Domenica In).

Verissimo, Claudio Amendola: “A 18 anni ho fatto qualche stronz***…”

Intervistato da Silvia Toffanin, ospite nel salotto di VerissimoClaudio Amendola parla del suo compleanno. L’attore, infatti, ha da poco festeggiato i 55 anni:

 

“Ho ho festeggiato con Francesca – racconta – che aveva festeggiato i suoi anni qualche giorno prima, stiamo stati noi due, ho ricevuto le tre chiamate che aspettavo dei miei figli, poi il resto conta meno”.

Poi, dopo aver visto un servizio dedicato alla sua carriera, Amendola spiega:

“Che bel mestiere che faccio, ma da ragazzino sono sempre stato ribelle.

E’ chiaro che a 55 anni le stron**** che ho fatto a 18 non le rifarei”.

Poi rivela qualche errore di gioventù:

“Ho rubato un po’ di benzina da un serbatoio di una macchina e mi hanno arrestato per questa cosa qua.

Che se vogliamo andare a vedere è proprio una sciocchezza, ma sono più sciocco io o quello che mi ha arrestato e mi ha rovinato la vita per mezzo litro di benzina?”. 

“Come la prese mio padre? Ci è rimasto male, si è offeso, ma dopo un giorno e mezzo non gliene fregava più niente.

Erano gli anni ’70, poi ’80 e c’era una presa di posizione diversa rispetto a quella che c’è oggi.

La libertà ai figli va data, ma bisogna far sentire la presenza e una sana arrabbiatura di un genitore”. (Fonte: Verissimo).