“L’Eredità”, la gaffe del sabato sera: “Fare le leggi? Legislare…”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 gennaio 2019 11:11 | Ultimo aggiornamento: 13 gennaio 2019 11:11
"L'Eredità", la gaffe del sabato sera: "Fare le leggi? Legislare..."

“L’Eredità”, la gaffe del sabato sera: “Fare le leggi? Legislare…”

ROMA – Immancabile la gaffe del sabato sera all’Eredità, il game show di RaiUno condotto da Flavio Insinna e ormai tristemente noto per gli imbarazzanti strafalcioni dei suoi concorrenti. Questa volta accade nelle primissime battute della puntata di sabato 12 gennaio.

Il conduttore incalza i concorrenti con le classiche domande a bruciapelo. E su una di queste scivola uno dei partecipanti al gioco: “Fare le leggi“, dice Insinna. E l’assurda parola che viene in mente al concorrente è: “Legislare”. Proprio così, mica legiferare, proprio legislare che in italiano manco esiste. Lo stesso Insinna fatica a trattenersi per le risate.

“L’Eredità” e gli errori più clamorosi dei concorrenti.

Ecco un breve elenco degli errori più clamorosi dei concorrenti del quiz. Come si chiamano gli abitanti di Potenza?” ha chiesto Flavio Insinna qualche giorno fa a uno dei concorrenti in studio. La risposta del concorrente? Facile: “Forzutini…”. Qual è uno degli ingredienti principali della pasta all’amatriciana? Pancetta o guanciale? La risposta del concorrente? Ancora più facile: “Pancetta”. Paese pugliese in provincia di Brindisi? Ostuni? No, anche in quell’occasione un concorrente riuscì a stupire tutti con una risposta fantasiosa: “Postuni”.

“Attore di infimo livello?”. La risposta iniziava per la lettera “G”. Quindi “Guitto”. Invece il concorrente tentò il colpo: “Attore di infimo livello? Con la G? Allora dico… Gassman”. 

Ma forse l’errore più clamoroso dell’ultimo periodo è di tal Numinato. Tal Numinato che si presentò parlando delle sue cinque lauree e della sesta in arrivo. Tal Numinato che poi andò nel pallone quando Insinna chiese: “Quanti sono mille metri?”. Non proprio una domanda da test universitario. Eppure Numinato, con tanto di cinque lauree e la sesta in arrivo, andò nel pallone. “Quanti sono mille metri?”. Ovvio: “Un centimetro…”.