Le Iene contro Dino Giarrusso: “Smettila di usare nostra divisa per campagna elettorale”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 2 maggio 2019 21:47 | Ultimo aggiornamento: 3 maggio 2019 0:48
Le Iene contro Dino Giarrusso: "Smettila di usare nostra divisa per campagna elettorale"

Le Iene contro Dino Giarrusso: “Smettila di usare nostra divisa per campagna elettorale”

ROMA – Dino Giarrusso “fa campagna elettorale sfruttando la nostra divisa”. Così Le Iene scaricano l’esponente M5s non eletto alle scorse politiche e ora candidato alle elezioni europee. “Con i migliori auguri gli chiediamo di riporre la divisa nell’armadio!”, si legge in una nota apparsa sul sito della trasmissione di Italia 1 poi rilanciata sui profili social ufficiali.

La presa di distanza giunge in seguito ai manifesti elettorali che ritraggono l’ex Iena in giacca e cravatta nera, tipicamente indossate dagli inviati della trasmissione. 

“Dino Giarrusso da più stagioni non fa più parte de Le Iene – specificano da Mediaset – perché ha scelto di fare politica, nel Movimento 5 Stelle. Purtroppo però non ha smesso di vestirsi da Iena, come si vede nei suoi manifesti cartacei e online per le elezioni europee in cui si è candidato. Non solo, sotto al nome, compare pure la scritta “detto Iena”.

“L’affetto resta – conclude la nota – per carità, ma noi de Le Iene non c’entriamo nulla e ci teniamo a farlo sapere subito. A Giarrusso i migliori auguri per il futuro, sperando però che la smetta con il vizio di vestirsi come noi, rimettendo la divisa nell’armadio, e di usare il passato a Le Iene per la sua campagna elettorale.

A stretto giro è arrivata anche la replica dell’ex Iena, che prova a giustificarsi: “In Sicilia e in Sardegna mi conoscono tutti così: l’alias sulla scheda è previsto dalla legge. Scrivo questa nota per chiarire rapidamente un punto importante: sulla scheda elettorale (e di conseguenza sui volantini elettorali) ci sarà scritto “Dino Giarrusso detto iena” perché nella mia Sicilia, in Sardegna e in molte altre parti d’Italia ci sono tantissime persone che tuttora mi chiamano così: iena. Come fosse un soprannome, un alias”.

Il candidato ne fa anche una questione di opportunità: “Molti che mi chiamano così, non ricordano magari correttamente il mio vero nome, storpiandolo spesso in Gianrusso. Per questa ragione se non avessi fatto scrivere ‘detto iena’ sulla scheda, avrei visto annullare chissà quante preferenze. La legge prevede di poter citare il proprio soprannome proprio per evitare che la volontà dell’elettore non venga rispettata, ed un voto liberamente espresso venga annullato”.

“Ciò detto: le Iene sono il programma televisivo più libero che esista. La mia scelta di aderire al Movimento 5 Stelle è assolutamente personale, e all’interno della redazione ci sono sensibilità politiche di ogni genere, simpatie e antipatie per tutte le forze politiche esistenti. Quando ho scelto di fare politica attiva ho deciso, comunicandolo immediatamente al creatore del programma e alla produzione, che avrei lasciato quel (bellissimo!) lavoro perché non credo sia giusto essere ad un tempo controllore e controllato”. (Fonte: Le Iene)