Fabrizio Frizzi, ora Carlo Conti condurrà “L’Eredità”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 marzo 2018 11:06 | Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2018 11:06
Fabrizio Frizzi e Carlo Conti

Fabrizio Frizzi e Carlo Conti

ROMA – Dopo la morte di Fabrizio Frizzi, Carlo Conti sarà il conduttore de “L’Eredità”.

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Così come avvenne dopo il malore che colpì Frizzi il 23 ottobre scorso sarà il collega e amico Carlo Conti a condurre il quiz fino al mese di maggio quando poi prenderà il via Reazione a Catena.

E mentre il mondo dello spettacolo insieme al suo pubblico piange la scomparsa di Fabrizio Frizzi, una voce si alza fuori dal coro puntando il dito contro “gli ipocriti che lo angosciavano”. È quella di Pupo. “L’ho saputo proprio nel teatro dove ero stato due anni fa con Fabrizio – racconta l’artista, appena rientrato nella sua Toscana – e mi è dispiaciuto molto”.

“Soltanto due anni fa, eravamo insieme qua, alle cascate del Niagara – ha scritto ieri sulle sue pagine ufficiali Twitter e Facebook -. Abbiamo condiviso momenti professionali meravigliosi e altri, privati, in cui mi raccontavi le tue sofferenze e le angosce che gli ipocriti che oggi ti rimpiangono, ti avevano causato. Non ho parole fratello”. Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, oggi non rinnega nulla di quanto ha scritto a caldo. “Ho una concezione della vita e della morte molto cinica – spiega – sono un uomo assolutamente privo di ipocrisie e formalismi. Non partecipo mai ai funerali, e non voglio neanche che qualcuno venga al mio. Dico semplicemente quello che penso – ribadisce – e mi vergognerei se fossi qualcuno che gli ha causato angosce oggi lo rimpiange”. “Sono una persona leale ma con mille difetti – prosegue l’artista – Fabrizio era un uomo onesto e leale ma aveva un difetto: teneva tutto dentro. Io riesco a mandare a quel paese chiunque tu sia, lui non ci riusciva, teneva tutto per sé e mi invidiava per questo”. Pupo non si preoccupa dei commenti, tutti solidali, e di chi chiede i nomi di chi avrebbe fatto del male a Frizzi: “Non farò mai i nomi, non è quello che voglio, è gente che è ancora lì – sottolinea – Fabrizio non ha mai parlato male di nessuno, ma con me si è confidato in diverse occasioni, come la settimana che abbiamo passato insieme due anni fa in Canada. Lui amava la Rai, per lui era tutto, ma la Rai è fatta da gente passeggera, fa tutto in funzione dell’azienda e non degli artisti”. “Bibi Ballandi era un grande produttore – prosegue Ghinazzi, ricordando il produttore televisivo scomparso il 15 febbraio scorso – perché curava il rapporto con gli artisti, li coccolava. Alla Rai queste cose non le fa nessuno, perché chi decide oggi c’è e domani non c’è più, e chi lega la propria carriera alla Rai deve fare i conti con questo”. “Un amore vero Fabrizio ce l’aveva – conclude Pupo – era quello per la gente. Voleva bene alla gente e la gente voleva bene a lui. Appena tornato a casa ho trovato mia mamma distrutta, mi ha detto: ‘Ho pianto per lui come se fosse morto il mio figliolo’. Mi sarei dovuto offendere ma trattandosi di Fabrizio no”.