Festival di Sanremo 2020, Mina direttrice artistica? La Rai risponde: “Incontriamoci”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 16 aprile 2019 12:42 | Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2019 12:45
Festival di Sanremo 2020, Mina direttrice artistica? La Rai risponde: "Incontriamoci"

Festival di Sanremo 2020, Mina direttrice artistica? La Rai risponde: “Incontriamoci”

ROMA – Mina direttrice artistica del Festival di Sanremo 2020? A lanciare la clamorosa suggestione era stato Massimiliano Pani, il figlio dell’immensa artista nonché suo produttore e arrangiatore, che in una intervista al Messaggero aveva candidamente ammesso la disponibilità della madre ad accettare il ruolo. Un’autocandidatura che ha lasciato a bocca aperta gli stessi vertici Rai, il cui stupore iniziale si è rapidamente tramutato in interesse concreto. 

E’ l’ad Fabrizio Salini a cogliere con entusiasmo l’occasione: “Mina è Mina – ha detto – E di fronte a un’apertura come questa manifesto tutto il mio interesse e quello dell’azienda. Chiamerò Massimiliano Pani nei prossimi giorni per dirgli che siamo ovviamente disponibili, per uno o più incontri, per ascoltarlo e ragionare sul futuro del Festival”.

Se l’affare dovesse andare in porto, sarebbe davvero un passaggio storico e irripetibile, in grado di eclissare anche il successo del biennio Baglioni. A patto però che alla Tigre di Cremona sia data carta bianca. La signora della musica italiana vorrebbe infatti “scegliere i brani in gara, e mantenere la sua visione artistica”. E’ stato sempre il figlio a puntualizzarlo, per poi precipitarsi a scandire che dalla Rai non c’è stata mai alcuna proposta.

“In una lunga conversazione sulle nuove realtà musicali italiane – ha precisato Pani dopo la fibrillazione che ha scatenato –  quando mi è stato chiesto se sia ipotizzabile una direzione artistica di Sanremo a Mina, ipotesi peraltro non nuova, ho detto che avendo carta bianca potrebbe anche dire ‘si’. Solo un’affermazione in linea di principio”.

Insomma in linea di principio, sia la Rai che Mina, ci stanno. Ma è ancora tutto da stabilire. Intanto a Viale Mazzini si pianificano i 70 anni della rassegna canora a partire dai problemi più spinosi, come quelli su composizione delle giurie e i meccanismi di voto, dopo il caso Mahmood.

E’ sempre Salini a spiegare al Messaggero che “per la seconda settimana di maggio abbiamo organizzato un incontro, a Milano, con alcuni professionisti del settore musicale per discutere di composizione delle giurie, meccanismi di voto e possibili conflitti di interesse. Con il loro contributo speriamo di trovare la opportune soluzioni per fare un Festival sempre migliore”. E speriamo che sia firmato Mina. (fonte: Il Messaggero)