Filippo Contri e i cani, la lettera di Lorenzo Croce (Aidaa): “Deve sottoporsi a un piano di recupero”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 maggio 2018 6:10 | Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2018 22:11
Filippo Contri e i cani, la lettera di Lorenzo Croce (Aidaa): "Deve sottoporsi a un piano di recupero"

Filippo Contri e i cani, la lettera di Lorenzo Croce (Aidaa): “Deve sottoporsi a un piano di recupero”

ROMA – Ha fatto discutere nelle scorse settimane la frase di Filippo Contri, concorrente del Grande Fratello, che, riguardo al suo cane, aveva detto: “La prima volta che il mio cane ha provato a dare un morso gli ho fatto capire. Poi ognuno gli fa capire in maniera propria.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Io sono per i modi antichi, come fa una cosa sbagliata gli do un calcio, anche perché non lo sentono. Che ne dicano tutti gli animalisti e fidati che poi capiscono”.

E gli animalisti non l’hanno presa bene. Prima è scattata una denuncia per maltrattamenti e istigazione a delinquere, quindi è arrivata la lettera aperta alla madre di Contri da parte di Aidaa, l’Associazione italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente.

Di seguito riportiamo il testo della lettera, firmata da Lorenzo Croce, presidente Aidaa:

Sono Lorenzo Croce presidente AIDAA, sì sono quello che ha denunciato quell’incosciente di suo figlio Filippo che in televisione è andato di fatto ad autodenunciarsi annunciando che picchia il cane doberman di famiglia, e che ha provveduto al taglio della coda e delle orecchie, motivo questo per il quale è finito nei guai oltre che Filippo anche il veterinario che ha tagliato orecchie e coda nonostante esista una legge che lo proibisce dal 2010.

Tagliare la coda e le orecchie al cane è un reato penale, picchiare il cane, e istigare la gente a fare altrettanto è anche questo un reato penale. E noi per questo non potevamo fare altro che denunciare Filippo alla magistratura E CHIEDERE IL SEQUESTRO CAUTELATIVO DEL SUO CANE. Non entro nel merito delle sue parole a difesa di Filippo, non è difendibile e la sua posizione sarà esaminata in tribunale. Mentre spendo due parole per il suo cane che poverino si trova in mezzo a questa situazione. Noi non vogliamo a tutti i costi portare via il cane dalla sua famiglia o almeno non in maniera sconsiderata e l’ultima cosa che vogliamo fare è farlo finire in canile, anche se penso che almeno li non prenderà le botte come invece ha fatto fino ad oggi almeno stando a quanto ha dichiarato suo figlio. Per il cane noi proponiamo questo: una serie di valutazioni in stato di ricovero presso una struttura veterinaria che sia indipendente, e poi un piano di recupero non tanto per il cane, ma per suo figlio che deve imparare a gestire un animale se lo vuole tenere e questo si fa con l’ausilio di un veterinario comportamentista e di uno psicologo. Se accetta e invita suo figlio a fare questo percorso noi siamo pronti una volta concluso il percorso a evitare di far sequestrare il cane se i veterinari comportamentisti e gli psicologi riterranno suo figlio in grado di gestire il cane, ovviamente nessun ritiro della denuncia, perché chi commette reati deve essere sottoposto al giudizio della magistratura. Aspetto una sua risposta scritta. Lorenzo Croce