Foibe, 871.000 spettatori (share 3,7) per Red Land, Sanremo non lo oblitera

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 febbraio 2019 11:32 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2019 11:32
Foibe, 871.000 spettatori (share 3,7) per Red Land, Sanremo non lo oblitera.  Nella foto: Red Land (Rosso Istria), la morte di Norma Cossetto simbolo di una tradegia italiana

Foibe, 871.000 spettatori (share 3,7) per Red Land, Sanremo non lo oblitera. Nella foto: Red Land (Rosso Istria), la morte di Norma Cossetto simbolo di una tradegia italiana

Foibe, 871.000 spettatori per Red Land nonostante Sanremo. Il film patrocinato da Maurizio Gasparri è stato trasmesso alle 21,20 dell’8 febbraio su Rai 3 in prima visione, mentre su Rai 1 c’era il festival di Sanremo. Nonostante il colosso con cui è stato destinato a scontrarsi, il film Red Land sulla tragedia delle foibe ed ha registrato un piccolo successo, con 871.000 spettatori pari a uno share del 3,7%.

Una scelta quasi obbligata: la programmazione di Sanremo prevedeva la messa in onda dal 5 al 9 febbraio 2019 su Rai 1 a partire dalle 20.35, la sfortunata “quasi coincidenza” con Sanremo forse era inevitabile, visto che la giornata del ricordo ricorre il 10 febbraio, ma un film come Red Land,  che racconta una parte tanto importante quanto dolorosa della storia del nostro Paese avrebbe meritato un’attenzione maggiore. 

Avrebbe forse giovato spostare di un giorno in avanti la messa in onda: se fosse stato trasmesso il 10 febbraio, a festival finito e di domenica sera, il film sarebbe caduto in un momento coerente con la giornata del ricordo e ne avrebbe così potuto rafforzare il messaggio.

La tragedia delle foibe cominciò nel 43. Tito occupò Trieste nel maggio 45 seminando morte e terrore. L’esodo era già cominciato e proseguì dopo. 

La tragedia degli italiani infoibati, cacciati dall’Istria, dalla Dalmazia e da qualche zona della Venezia Giulia è stata per tanto tempo nascosta, negata, assente sui libri di scuola per decenni e fino a pochi anni fa, ma ancora non è conosciuta abbastanza, non fosse altro che per imparare dal passato, per avere un futuro migliore. La visione del film è utile infatti a far sapere a chi non sa cosa sia successo al confine orientale.

 Red Land (Rosso Istria), proiettato per la prima volta nelle sale cinematografiche italiane il 15 novembre 2018, mentre il 20 febbraio 2019 sarà proiettato al Chinese Theatre  di Los Angeles, racconta la  storia vera dei tanti italiani che vivevano al confine orientale e che furono gettati, a volte morti, a volte vivi, nelle foibe, cavità carsiche profonde centinaia di metri e tristemente conosciute per esserne state il sepolcro.

È una vicenda crudele, che supera i confini delle atrocità commesse dalla guerriglia comunista in Jugoslavia (confermate dal braccio destro di Tito Milovan  Djilas), e si intreccia con l’odio che l’etnia slava ha nutrito e nutre verso gli italiani discendenti della Repubblica di Venezia: Red Land (Rosso Istria) è una testimonianza di questa secolare ferocia.

Attraverso la tragedia di Norma Cossetto, studentessa che sta per laurearsi con una tesi dal titolo Rosso Istria, come il colore della bauxite di una parte della penisola istriana, violentata, maltrattata e gettata viva nell”ottobre del ’43 nella foiba di Villa Surani, il film Red Land, Rosso Istria, ci racconta degli italiani che in quegli anni, e anche nell’immediato secondo dopoguerra vivevano al confine orientale e sono stati vittime dell’odio e della vendetta degli jugoslavi -costretti dal regime fascista a essere italianizzati loro malgrado, anche a rinnegare la propria lingua- scatenatasi mentre l’Italia, tra l’arresto di Mussolini, la fuga del Re Vittorio Emanuele III e del maresciallo Badoglio, il risentimento e l’ostilità dei tedeschi per l’alleanza tradita, era allo sbando.

La trama del film

Settembre 1943: nei territori italiani martoriati dalla guerra scoppia il caos. Il maresciallo Badoglio, capo del Governo italiano, chiede ed ottiene l’armistizio da parte degli anglo–americani e unitamente al Re fugge da Roma, lasciando l’Italia e l’esercito, che non sa più chi è il nemico e chi l’alleato, allo sbando. Soldati abbandonati a se stessi nei teatri di guerra e le popolazioni civili Istriane, Fiumane, Giuliane e Dalmate, che si trovano ad affrontare i partigiani di Tito, nuovo nemico, che avanzano in quelle terre spinti da una furia anti-italiana. In questo drammatico contesto storico, la figura di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana, laureanda all’Università di Padova, barbaramente violentata e uccisa dai partigiani titini, per la sola colpa di essere Italiana fa da filo conduttore

La giornata del ricordo, che ricorre il 10 febbraio, è stata istituita nel 2004  grazie a una legge voluta dalla destra politica per celebrare gli italiani uccisi nelle foibe dai comunisti titini e dedicata anche alle centinaia di migliaia di italiani costretti all’esodo e cacciati dall’Istria, da Fiume, dalla Dalmazia e da qualche zona della Venezia Giulia.