Franco Gatti e la voce del figlio morto: “Mia moglie scrive quel che dice lui”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 ottobre 2018 16:04 | Ultimo aggiornamento: 28 ottobre 2018 16:04
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Franco Gatti e la voce del figlio morto: “Mia moglie scrive quel che dice lui”

ROMA – Ospite di Barbara D’Urso a Domenica Live è tornato Franco Gatti, il baffo dei “Ricchi e poveri”, che in compagnia di sua moglie Stefania ha raccontato il legame speciale con suo figlio Alessio, morto a febbraio 2013. Gatti ha spiegato che Alessio continua a lasciargli messaggi in vari modi.

I primi segnali sono arrivati attraverso un gabbiano, che si è piazzato sul balcone di casa. E poi c’è sua moglie Stefania che continua a sentire la sua voce. “Lui comunica attraverso Stefania – ha detto Franco – e lo fa tramite la scrittura automatica”. Cioè la donna scrive di getto quel che le comunicherebbe il ragazzo dall’ aldildà: “So che può essere difficile crederci, ma io scrivo mentre lui mi parla, riesco a scrivere al buio senza problemi, mi serve solo sentire la sua voce”. 

Già tempo fa Gatti aveva parlato di questo legame col figlio morto in una lettera rilasciata al settimanale DiPiù.

“Qualcosa in me si è irrimediabilmente spento il 13 febbraio 2013”, scrive. “Da allora ho convissuto con il dolore, un dolore che il tempo è riuscito appena ad attenuare e che mi accompagna ovunque, infondendomi una stanchezza che alla fine mi ha spinto a dire basta…”.

“A complicare le cose”, prosegue, “negli ultimi mesi ci si è messa anche la salute. L’anno scorso ho rischiato di brutto, quel male al petto in piena notte era un principio d’infarto, sono finito d’urgenza all’ospedale e solo un intervento di angioplastica mi ha salvato la vita”.

Franco racconta un particolare toccante. Parla con suo figlio Alessio: “Lui è ancora lì nella nostra casa, nella sua camera. Lo ‘sento’ giorno e notte. Mi vede vecchio e stanco e so che è contentissimo di questa mia decisione”. “Il Franco che conoscevate non esiste più, la sua voce è rimasta lì”, conclude, “nella tomba del suo figlio adorato”.