Gad Lerner risponde a Salvini: “Il mio stipendio per L’Approdo in Rai? 69mila euro lordi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 giugno 2019 8:45 | Ultimo aggiornamento: 2 giugno 2019 8:45
Gad Lerner risponde a Salvini: "Il mio stipendio per L'Approdo in Rai? 69mila euro lordi"

Gad Lerner risponde a Salvini: “Il mio stipendio per L’Approdo in Rai? 69mila euro lordi” (Foto Ansa)

ROMA – Dopo gli attacchi del vicepremier Matteo Salvini, che ha chiesto all’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini chiarimenti sul suo compenso, Gad Lerner gioca d’anticipo e rivela il cachet delle cinque puntate del suo programma L’Approdo, in onda da lunedì in seconda serata su Rai Tre: “Il mio compenso si assomma a 69mila euro lordi (che quindi diventano la metà) per quattro, cinque mesi di lavoro”, dice in una intervista a Repubblica. 

“Cifre ufficiali che ho il potere di divulgare – ha spiegato Lerner -. Non so se la Rai vorrà dire della nostra minuscola redazione, del cachet della mia coautrice Laura Gnocchi”. Il giornalista si rivolge direttamente al ministro dell’Interno: “Capisco che nella sua mentalità la caccia debba continuare e lui debba mostrarsi in cerca di una preda, ma stavolta il suo bottino si rivelerà ben magro”.

L’ex direttore del Tg 1 si dice “meravigliato” di questa polemica proprio da parte di Salvini anche perché proprio lui “molto volentieri, solo pochi mesi fa, si è lasciato intervistare a lungo nel mezzo della tendopoli di Rosarno, anche allontanando altre telecamere e giornalisti, ed è andato in onda nel mio programma su Rai Tre″. La Rai, aggiunge Lerner, “per fortuna è di tutti, anche degli italiani che non la pensano come lui”.

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Ma a L’Approdo, assicura il presentatore, non ci saranno politici in studio: “Ormai nei talk ci sono sempre gli stessi, come fosse una compagnia di giro. I miei primi ospiti saranno due storici, Luciano Canfora e Marco Tarchi”. Niente battibecchi, assicura Lerner: “Ci saranno confronti civili tra persone che conoscono gli argomenti di cui parlano. Qualche tema? Il buonismo, i radical chic, la nuova destra”.