Giovanna Botteri e il “body shaming” di Striscia la Notizia. Sul web tutti contro la Hunziker

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Maggio 2020 10:11 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2020 10:11
Giovanna Botteri e il "body shaming" di Striscia la Notizia. Sul web tutti contro la Hunziker

Giovanna Botteri e il “body shaming” di Striscia la Notizia. Sul web tutti contro la Hunziker (Foto Ansa)

ROMA – Giovanna Botteri, giornalista corrispondente da Pechino per la Rai, è stata presa di mira da Striscia la Notizia perché a ogni collegamento indossa sempre un golfino nero ed è struccata.

Il tg satirico parla spesso della storica giornalista del Tg3 e in un servizio mandato in onda con la voce narrante di Michelle Hunziker si fa notare come la Botteri, in uno degli ultimi collegamenti, si sia presentata con i “capelli splendenti”: “Ad un tratto la sua chioma vaporosa in risposta a tante frecciate”.

Dopo il servizio sul web sono nati gruppi contro Striscia e tra coloro che difendono la Botteri ci sono utenti che accusano Michelle Hunziker di “bullismo”.

In molti infatti non comprendono come sia possibile che proprio lei, in passato vittima di stalking, abbia dato voce a quel servizio.

Alla Botteri nel frattempo è arrivata la solidarietà dell’Ordine dei Giornalisti, del sindacato Usigrai, della Federazione Nazionale della Stampa Italia e di Giulia Giornaliste.

“In inglese si chiama body shaming, ma la potenza negativa di questa pratica si esprime bene anche usando l’italiano.

Derisione, fino ad arrivare a vere e proprie offese, per come si appare, per come è il corpo, per come ci si veste.

Nemmeno a dirlo è una pratica ormai diffusissima nei social network – si legge nel comunicato congiunto – Colpite sono soprattutto le donne, che sono il gruppo sociale più odiato in rete.

Una forma di attacco subdolo perché attraverso la risata che vorrebbe suscitare, ridicolizza, ferisce. In questo ultimo periodo ne è stata oggetto la collega Giovanna Botteri, corrispondente Rai da Pechino. La si giudica, deride, offende per come si veste. Per i suoi capelli.

L’abbiamo contattata per esprimerle la nostra solidarietà. Lei non ha voluto, non vuole farne un caso personale, ma ci invita tutte e tutti ad una sacrosanta battaglia culturale.

Lo fa con queste parole, usate nella nostra corrispondenza dì questi giorni”. 

È, tuttavia, la risposta della stessa Giovanna Botteri a spiegare bene il pensiero: “Mi piacerebbe che l’intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettimi, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste, quelle televisive soprattutto, hanno.

O dovrebbero avere secondo non si sa bene chi…Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo.

Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi.

Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista.

A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo, minimo, come questo. Per scardinare modelli stupidi, anacronistici, che non hanno più ragione di esistere.

Non vorrei che un intervento sulla mia vicenda finisse per dare credibilità e serietà ad attacchi stupidi e inconsistenti che non la meritano.

Invece sarei felice se fosse una scusa per discutere e far discutere su cose importanti per noi, e soprattutto per le generazioni future di donne”. (Fonte Ansa).