Grande Fratello, Aldo Grasso: “Il segreto del reality sta nel casting”. Questa edizione è molto trash

Pubblicato il 28 Ottobre 2009 12:18 | Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre 2009 12:26

Il segreto di un reality sta tutto nel casting. A parlare è Aldo Grasso sul Corriere Della Sera: «Se si ha la fortuna di scegliere le persone giuste, se queste persone rie­scono a interpretare una storia, se le storie vengono condivise dal pubblico, il gioco è fatto. Non c’è bisogno di sceneggiatura, non c’è biso­gno di recite».

«C’è molto bisogno – continua Aldo Grasso –  di correggere il tiro: il numero spro­positato di concorrenti, le en­trate e le uscite dei medesimi per motivi a volte discutibili, il campionario il più vasto pos­sibile di tipi, di tendenze ses­suali, di casi umani, di orfanel­li, di infanzie infelici, di diver­sità normali. Poi gli autori ci mettono an­che del loro, certo, come l’idea sadica di far votare subito i concorrenti per decidere se ac­cettare o meno la concorrente più “sfigata”, la più “umile” come dice Alessia Marcuzzi».

Il campionario dei casi in questo GF numero 10 è molto lungo: c’è il gioco a premi senza premio che vuole far identificare la donna diventata uomo ospitata dalla casa, c’è l’omosessuale di turno «il primo che si dichiara esplicitamente», un certo Maicol Berti. Poi, c’è la maggiorata sudamericana Camila Sant’Ana e il caso di Carmen Andolina, una ragazza siciliana a cui è morta la madre e si è suicidato il padre.

Ma al trash non c’è ancora limite: Marco Mosca, parrucchiere torinese di 18 anni che non si è mai innamorato, la Marcuzzi e lo staff del GF hanno organizzato un collegamento telefonico col padre, immobilizzato su sedia a rotelle dopo un incidente a cui il ragazzo gli ha fatto la promessa di arrivare in finale a patto che il genitore possa di nuovo camminare.

Come spiega la Marcuzzi: «Questi dieci anni ci hanno fatto sorridere, divertire, piangere, perfino arrabbiarci, ma non ci hanno annoiato mai. Anche quest’anno non vi annoieremo».