Grande Fratello Vip, Fabio Testi: “Nella casa ci abbracciavamo, poi quando sono uscito…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Aprile 2020 15:21 | Ultimo aggiornamento: 24 Aprile 2020 15:21
Grande Fratello Vip

Grande Fratello Vip, Fabio Testi: “Nella casa ci abbracciavamo, poi quando sono uscito…”

ROMA – Intervistato da Radio Cusano, Fabio Testi, ex concorrente del Grande Fratello Vip, racconta:

Coronavirus? Inizialmente noi sapevamo molto poco, abbiamo avuto notizia di questo virus quando c’erano stati 3mila morti in Cina e io ho un figlio che lavora a Shanghai.

Quando sono riuscito a parlare con lui mi ha detto che lì erano più sicuri che all’estero perché hanno circoscritto subito l’epidemia e l’hanno chiusa in fretta.

Però io dentro stavo male e allora ho chiesto di mettermi in nomination per poter uscire e parlare con mio figlio.

All’uscita ho visto un mondo irreale perché vedevo solo i guanti bianchi e le mascherine delle persone a 10 metri da me, nessuno si avvicinava.

Poi mi hanno caricato su una macchina della produzione e mi hanno portato qui in casa in Veneto dove sono rinchiuso in 30 ettari recintati con i miei cani, mio cugino e sua moglie.

Almeno qui ho un bagno per conto mio, invece nella casa del GF dovevamo condividerlo.

Avere sempre il microfono appeso al collo per 70 giorni non è stato bello, così come non avere un giornale, un telefono.

Nel contratto che abbiamo firmato c’è scritto che non si può parlare di politica, religione e alcuni marchi importanti.

Stando 24 ore su 24 col microfono addosso ti devi controllare”.

“Nella casa – continua – ci si abbracciava, si stava insieme, una volta uscito invece era tutto irreale, ho pensato che mi stessero facendo uno scherzo.

La cosa bella è che sono quotidianamente in contatto con i miei figli, uno in Cina, uno a Londra, l’altro in Austria.

Già vederli, anche se solo in video chiamata, mi fa stare bene.

Io mi reputo fortunato avendo un terreno a disposizione, ho una mini palestra in casa, mi muovo, ma penso alle persone che sono chiuse in un apparamento di 50 metri quadrati.

E’ una prigione, sono arresti domiciliari”. (Fonte: Radio Cusano).